L’AQUILA – “Il paziente non è stato mandato a casa per mancanza di posti letto, ma perché è stato lui a scegliere di tornare il giorno dopo per essere ricoverato”.
Lo ha spiegato il professor Renato Galzio, direttore dell’U.O.C. di Neurochirurgia degli ospedali della Asl 1, che questa mattina ha convocato una conferenza stampa proprio nel reparto in cui lavora dopo il presunto caso di malasanità sollevato da segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, che ieri in una nota ha denunciato il fatto che un uomo che presentava problemi a livello celebrale, non sia stato ricoverato per mancanza di posti nel nosocomio aquilano.
“Non è mai successo in dieci anni in cui la Neurochirurgia è all’Aquila che un paziente che ha avuto bisogno sia stato rimandato a casa” ha ribadito il dottor Galzio, che ha voluto chiarire il caso: “Il paziente in questione è giunto in Pronto soccorso (circa una settimana fa, ndr) dove è stato assistito da alcuni miei collaboratori e un medico di chirurgia vascolare”.
“È stata quindi fatta – ha proseguito – una diagnosi di aneurisma aorta e tumore cerebrale e successivamente è stato proposto il ricovero, ma il paziente per motivazioni sue ha preferito non essere ricoverato d’urgenza”.
La figlia dell’uomo, come ha confermato lei stessa intervenendo a margine della conferenza stampa, ha apposto una firma per non ricoverare quella sera stessa il padre, che la mattina dopo è tornato in ospedale ed è stato ricoverato.
“Non si può coinvolgere una struttura, che a mio avviso è un’eccellenza sanitaria, per i propri scopi personali, politici o sindacali”, ha chiosato il professore.
Galzio ha voluto anche illustrare le difficoltà che comunque il reparto di Neurochirurgia si trova quotidianamente ad affrontare, connesse soprattutto alla carenza di personale medico e infermieristico, soprattutto a fronte dell’aumento del bacino di utenti seguito all’accorpamento delle Asl di Sulmona e Avezzano con quella dell’Aquila.
Presente all’incontro con i giornalisti anche la dottoressa Sabrina Cicogna, referente per l’area dell’ex Asl dell’Aquila che ha ribadito che “questi attacchi non fanno altro che creare confusione nella popolazione e che l’ospedale a oggi è sicuro e più confortevole di tanti altri nosocomi. Tra qualche mese, finiti i lavori di ripristino post-sisma, anche gli ultimi reparti potranno tornare in una sede adeguata e in piena efficienza”.





