L’AQUILA – “Quando c’è un cambio di un’amministrazione, c’è anche un cambio dei dirigenti dei vari enti nominati da un’altra coalizione politica. Lo spoil system deve diventare sistema non solo nella Regione Abruzzo, ma in tutta Italia, un Paese paralizzato dall’architettura istituzionale e amministrativa”.
Lo afferma ad AbruzzoWeb Giuliano Di Nicola, consigliere comunale dell’Aquila con l’Italia dei Valori, quindi maggioranza di centrosinistra, intervenendo sul polverone della sanità aquilana, negli ultimi giorni al centro di polemiche infernali su diversi fronti.
Di Nicola parte con il suo pensiero sulla nomina del manager Asl, attualmente Giancarlo Silveri, nome del centrodestra abruzzese che, secondo l’esponente dell’Idv, “deve farsi da parte, perché le regionali sono state vinte dal centrosinistra”. Poi prosegue puntando il dito contro il centrodestra aquilano, che, attraverso Raffaele Daniele, consigliere comunale con l’Unione di centro e presidente della quinta commissione, il quale aveva speso parole di elogio per la situazione dell’ospedale ‘San Salvatore’ dell’Aquila scatenando una vera e propria rissa fra centrosinistra e centrodestra.
“Proprio il centrodestra parla di Partito democratico ‘bulimico? – polemizza – ma sono stati loro ad abbuffarsi con la sanità. E poi, quando Daniele cita numeri e dati, parlando di attivo di 10 milioni di euro, deve entrare nel merito perché le cifre vanno interpretate e non è assolutamente detto che siano segno di benessere di un ospedale”.
Di Nicola, medico in pensione, risponde così anche al collega Guido Quintino Liris, medico della Asl, coordinatore regionale di Forza Italia e consigliere provinciale aquilano.
“Liris dice che i suoi concittadini e operatori della sanità e anche i pazienti esigono rispetto, perché sono schifati dalla disputa politica e di conquista di un Pd bulimico. Certo che sono schifati, ma a causa di mille motivi, perché la sanità non funziona, per le liste di attesa lunghissime, per la donna che per un sospetto di neoplasia mammaria si sente rispondere ‘torni fra sei mesi’. Evidentemente Liris pensa di più alla sua carriera politica, non alla condizione della sanità pubblica, che senza dubbio va migliorata”.





