L’AQUILA – Dal 1° dicembre prossimo in provincia dell’Aquila chiuderanno le guardie mediche di Barisciano, Pizzoli, Campo di Giove e Gioia dei Marsi.

Lo ha disposto la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila in attuazione di una delibera dell’ex commissario per la sanità, Gianni Chiodi, in ottemperanza di una proposta di accorpamento generata dalla necessità di tagliare i costi in una regione sottoposta al piano di rientro per l’eccessivo debito nel comparto.

Le guardie mediche passano da 25 a 21 con i medici che passano da 112 a 88 con un risparmio stimato di circa 1 milione di euro che ha intenzione di reinvestire in altre iniziative per evitare disagi.

Sulla chiusura c’era già stata una serie di proroghe: l’ultima dal 31 ottobre al 30 novembre. Secondo quanto si è appreso, la Asl ha sopperito alla chiusura delle guardie mediche, tra le altre cose, con l’attivazione di sette nuove postazioni di 118 e, prossimamente, dell’attivazione del “numero unico per la continuità assistenziale”.

Misure che non hanno soddisfatto i cittadini di Campo di Giove che martedì scorso si sono resi protagonisti di un sit in davanti a palazzo dell’Emiciclo, dove era in programma una seduta del consiglio regionale: durante la protesta sono state bruciate e gettate oltre i cancelli le schede elettorali.

L’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci in un incontro con una delegazione ha confermato la decisione di chiudere, ma ha proposto come alternativa un’ambulanza della Croce rossa italiana con autista e infermiere durante il periodo notturno e nei giorni festivi mentre l’assistenza medica sarà garantita solo come guardia medica turistica per 6 mesi l’anno.

Una proposta ritenuta ricevibile solo dal sindaco, Giovanni Di Mascio e non dai manifestanti.

“Siamo un comune montano – ha spiegato Alessandra Colantoni – ci sono condizioni climatiche difficili, ora il presidio medico più vicino sarà ora distante 17 chilometri, a Sulmona. E per arrivarci in inverno con la neve e il giaccio ci vorrà quasi un’ora”.

“La nostra guardia medica offriva un servizio essenziale per tante persone anziane che hanno difficoltà spostarsi dal paese e hanno bisogno di consultarsi spesso con un medico, e non solo di interventi di emergenza. Siamo molto delusi di politici che ci rappresentano, la guardia medica costa 170 mila euro l’anno”, ha concluso.

APRONO 7 NUOVE POSTAZIONI 118

La Asl provinciale dell’Aquila apre sette nuove postazioni del 118 destinate a ridurre i disagi, soprattutto degli anziani, dovuti alla disattivazione di quattro guardie mediche nei quattro centri di Barisciano, Pizzoli, Campo di Giove, e Gioia dei Marsi.

Dal 1° dicembre prossimo le nuove postazioni con sette autoambulanze e 15 operatori saranno in funzione a Scanno (dalle ore 8 alle 20), Montereale (20-8),  Barisciano (20-8), Campo di Giove (20-8), Castelvecchio Subequo (8-20), Pescasseroli (20-8) e, infine, una postazione, 24 su 24, di supporto a quella già esistente, all’ospedale di Avezzano (con volontari, senza infermieri).

Pertanto, paesi e frazioni, toccati dalla riduzione dei medici di continuità assistenziale, potranno essere assistiti da mezzi di soccorso della Asl e il relativo personale: le nuove sedi si aggiungeranno  alla task force del 118, diretta dal dottor Gino Bianchi, che nel territorio provinciale è composta da undici postazioni: L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Castel di Sangro, Carsoli, Tagliacozzo e Pescina, Pratola, Montereale, Pescasseroli e Navelli, a cui vanno aggiunte altre 3 ambulanze non medicalizzate (cioè con personale non medico).

Attualmente, quindi, è 14 il totale complessivo dei punti operativi in Provincia del 118.

“C’è il forte impegno dell’azienda sanitaria per ridurre o, in alcuni casi, azzerare i disagi dovuti alla soppressione della Guardia medica che la Asl, suo malgrado, ha dovuto attuare perché impostale dalla normativa”, ha spiegato Bianchi che sui criteri seguiti per scegliere dove collocare le sette nuove postazioni ha spiegato che “sostanzialmente i principi ispiratori sono  4, elaborati sulla base dell’attività del 118 effettuata, su ciascuna area, nel corso del 2013. La ‘geografia’, adottata per la localizzazione delle nuove sedi di Emergenza, tiene conto del numero di interventi, della distanza e dei tempi di percorrenza, viabilità e bacino di utenza”.