L’AQUILA – Dall’analisi di un ventaglio di parametri sulle performance, i servizi sanitari offerti e l’attrattività, considerati i bacini di utenza, in Abruzzo è possibile individuare due ospedali di secondo livello, il top della gamma con tutte le specializzazioni, all’Aquila e Pescara. Mentre gli altri due ospedali dei capoluoghi possono al massimo avere il ruolo di caregiver, ovvero di supporto: quello di Chieti  per la cardiochirurgia di Pescara, e quello di Teramo per la cardiochirurgia dell’Aquila.

E lo scottante conclusione a cui è arrivato una dettagliato studio tecnico, venuto in possesso di Abruzzoweb, a firma dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr), diretta fino a marzo scorso dal medico aquilano Pierluigi Cosenza, ora sostituito da Maurizio Brucchi, ex sindaco di Teramo, e che è stato inviata oltre un anno fa alla Regione Abruzzo, dallo stesso Cosenza, il 21 febbraio 2025 all’allora direttore di Dipartimento Sanità Emanuela Grimaldi.

Documento però tenuto nel cassetto e di fatto secretato dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì, e dal presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi. E questo si suppone perché sull’individuazione dei Dea di Secondo livello, fissata  a fine 2026 nel cronoprogramma della messa a terra della nuova rete ospedaliera, approvata a dicembre 2023, e ancora in alto mare, rischia di scatenarsi  una guerra tra territori, in questo caso a Teramo e Chieti, dove per altro si è in piena campagna elettorale per ballottaggio previsto il 7 e 8 giugno e dove la possibile esclusione dell’ospedale di Chieti è già brandita contro il centrodestra dal candidato del centrosinistra Giovanni Legnini.

Entro luglio la Regione Abruzzo dovrà però comunicare dove intenderà localizzare i due ospedali,  e come già rivelato da Abruzzoweb (QUI IL LINK) il diktat è stato formulato, a seguito della riunione di fine marzo, dal Tavolo di monitoraggio interministeriale, che sta vigilando sull’applicazione da parte della Regione delle misure previste dal Piano operativo per ridurre entro fine 2028 il deficit della sanità abruzzese con risparmi calcolati nel triennio 157 milioni di euro, con conti ora già in miglioramento, tra i – 78 e – 83 milioni, rispetto alla prospettiva dei – 100 milioni di qualche mese fa.

Da questa analisi preliminare degli indicatori dell’attività ospedaliera, scrive l’Asr, “avvalorati in sede di verifica dal Tavolo di Monitoraggio, si evince come le migliori performance sono a carico del Presidio Ospedaliero di L’Aquila e del Presidio Ospedaliero di Pescara”.

Da tale considerazione, “l’evoluzione del discorso porta ad un’unica previsione, secondo cui in Abruzzo coesistono serenamente due Dea di II livello dei presidi ospedalieri di Pescara e di L’Aquila, in cui il presidio ospedaliero di Chieti funge da caregiver per la cardiochirurgia di Pescara e il presidio ospedaliero di Teramo risulta caregiver per la cardiochirurgia di L’Aquila”.

Da ultimo, “si fa presente che con l’evolversi della tecnologia le emodinamiche di Pescara e di L’Aquila sono in grado di sopperire a buona parte della componente cardiochirurgica, in quanto oggi come oggi la cardiochirurgia effettua prevalentemente prestazioni programmate”.

Guardando più nel dettaglio lo studio, uno dei parametri presi in considerazione più pesanti è il saldo tra mobilità attiva e passiva, ovvero tra quanti nella provincia di riferimento vanno a curarsi altrove, e quanti invece da altri territori vengono a curarsi. Calcolato in termini di esborso o guadagno per le Asl, in base ai numeri del 2023.

Ebbene, la provincia dell’Aquila presenta un saldo positivo sia in termini di dimissioni che di valorizzazione economica di 5.8 milioni di euro, Pescara è in passivo, di ma di “solo” 9,1 milioni, mentre Chieti è a – 25,6 milioni e Teramo a – 31,1 milioni.

Altro requisito a favore dell’ospedale dell’Aquila è quello dell’effettuare trapianti, unico in Abruzzo.

Entrando ancor di più nel dettaglio, per quanto riguarda la mobilità attiva extra regionale, Pescara è al 7%, L’Aquila all’11%, Chieti all’8% e Teramo al 4%.

Per il tasso di occupazione di posti letto nei ricoveri ordinari Pescara all’84,51%, L’Aquila al 78,16%, Chieti al 83,05% e Teramo al 71,24%

C’è poi l’Indice comparativo di performance (Icp), relativo al confronto tra la disciplina X dell’ospedale X e la disciplina X in tutta la regione, e qui Pescara ottiene 1,01, L’Aquila 1,05, Chieti 0,99 e Teramo 0,98.

Altro parametro preso in considerazione è il peso medio del Drg, acronimo di “diagnosi related group”, equivalente in italiano “raggruppamenti omogenei di diagnosi”, che indica il sistema di retribuzione degli ospedali per l’attività di cura. Pescara ottiene 1,37, L’Aquila 1,32, Chieti 1,46 e Teramo 1,67.

C’è poi la percentuale di accessi al pronto soccorso, in codice giallo e rosso: Pescara è al 49%, L’Aquila al 41% Chieti al 39% e Teramo al 20% Pescara 2%, L’Aquila 3%, Chieti 20% e Teramo 4%

Infine la percentuale di accessi potenzialmente inappropriati, quelli in Codice Bianco: con Pescara al 2%, L’Aquila al 3%, Chieti al 20% e Teramo al 4%

Tirando le somme, lo studio considera come candidabili ad essere Dea di secondo livello gli ospedali di Pescara e L’Aquila.

A seguire, riprodotte integralmente, le schede relative ai quattro ospedali riportate nello studio.

SCHEDA – FOCUS SUI QUATTRO OSPEDALI

Presidio ospedaliero di L’Aquila

Le discipline con un tasso di occupazione superiore al 100% sono: cardiologia, geriatria, neurologia, urologia, gastroenterologia e oncologia. Le discipline con un tasso di occupazione inferiore al 75% sono: chirurgia maxillo-facciale, chirurgia vascolare, neurochirurgia, oculistica, ostetricia e ginecologia e pneumologia.

Le discipline che presentano una degenza media superiore alla degenza media standard a livello regionale e quindi hanno un indice comparativo di performance significativamente superiore a 1, sono: chirurgia maxillo-facciale, malattie infettive, medicina generale, neurochirurgia, ortopedia e traumatologia, otorinolaringoiatria, psichiatria, pneumologia.

Presidio ospedaliero di Teramo

La disciplina con un tasso di occupazione superiore al 100% è la cardiologia.

Le discipline con un tasso di occupazione inferiore al 75% sono: chirurgia generale, chirurgia maxillo-facciale, chirurgia toracica, chirurgia vascolare, neurochirurgia, neurologia, oculistica, ortopedia e traumatologia, ostetricia e ginecologia, otorinolaringoiatria, pediatria, urologia, oncologia.

La disciplina con una bassa % di DRG chirurgici sul totale dei DRG è la chirurgia generale.

Le discipline che presentano una degenza media superiore alla degenza media standard a livello regionale e quindi hanno un indice comparativo di performance significativamente superiore a 1 sono: cardiochirurgia, chirurgia generale, oculistica, ortopedia e traumatologia.

Presidio ospedaliero di Pescara

Le discipline con un tasso di occupazione superiore al 100% sono: cardiologia, nefrologia, ortopedia e traumatologia e oncologia.

Le discipline con un tasso di occupazione inferiore al 75% sono: chirurgia maxillo-facciale, chirurgia pediatrica, chirurgia plastica, chirurgia vascolare, ematologia, oculistica, ostetricia e ginecologia, otorinolaringoiatria, pediatria, medicina nucleare, oncoematologia pediatrica.

Le discipline con una bassa % di DRG chirurgici sul totale dei DRG sono: chirurgia generale, chirurgia pediatrica, chirurgia toracica, urologia, neurochirurgia.

Le discipline che presentano un indice comparativo di performance significativamente superiore a 1 sono: chirurgia generale, geriatria, malattie infettive, medicina generale, nefrologia, neurologia, ortopedia e traumatologia, psichiatria, oncologia.

Presidio ospedaliero di Chieti

Le discipline con un tasso di occupazione superiore al 100% sono: cardiochirurgia, cardiologia, geriatria, ostetricia e ginecologia, psichiatria, urologia.

Le discipline con un tasso di occupazione inferiore al 75% sono: chirurgia generale, chirurgia vascolare, malattie infettive, otorinolaringoiatria.

La disciplina con una bassa % di DRG chirurgici sul totale dei DRG è la chirurgia generale.

Le discipline che presentano un indice comparativo di performance significativamente superiore a 1 sono: chirurgia generale, geriatria, medicina generale, neurologia.