L’AQUILA – A pochi giorni dal tragico anniversario del sisma aquilano si profila un nuovo terremoto che non mancherà di suscitare roventi polemiche e dibattiti infuocati

I precari della sanità abruzzese potranno essere stabilizzati con i fondi stanziati per il terremoto del 2009. Nonostante i proclami delle scorse settimane e gli annunci del commissario ad acta per la sanità, Gianni Chiodi, è una vera e propria bomba ad orologeria quella che potrebbe esplodere nelle prossime settimane.

A sancirlo è l’articolo 6 del decreto legge del 31 marzo 2011, un vero pot pourrì di disposizioni e norme (Disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonche’ per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo, recita il titolo del decreto) in cui viene scritto a chiare lettere che, in caso di necessità, è possibile attingere alle risorse stanziate per il terremoto che ha colpito L’Aquila e diversi centri dell’hinterland, il famoso decreto 39 convertito nella legge 77.

Il testo completo dell’articolo, infatti, recita: “ Per l’anno 2011, per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo, in conseguenza degli eventi sismici nel mese di aprile 2009, il primo e il secondo periodo del comma 28 dell’articolo 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, numero 122, si applicano con riferimento all’anno 2010. Alla relativa disciplina, anche in coerenza con il programma operativo per il rientro del disavanzo sanitario della regione Abruzzo, si provvede con ordinanza di protezione civile a valere, ove necessario, sulle risorse di cui all’autorizzazione di spesa dell’articolo 14, comma 5, del decreto-legge 28 aprile 2009, numero 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, numero77”.

Traducendo dal burocratese significa che, qualora ve ne fosse bisogno, si può attingere ai fondi che sono già stati previsti dalla legge per il sisma per stabilizzare, prorogare o rinnovare i contratti del personale sanitario non solo del personale sanitario della provincia aquilana ma per quelli di tutte le altre province abruzzesi.

A lanciare l’allarme era stato il segretario regionale della Uil-Fpl, Fabio Frullo, che in una nota aveva parlato di utilizzo dei fondi per il terremoto per i precari della Asl aquilana. Intervistato da Abruzzoweb, l’esponente Uil ha poi riconosciuto che “per la Asl dell’Aquila sarebbe stato necessario uno stralcio”, aggiungendo che è possibile “I soldi del terremoto vengano utilizzati per la problematica delle Asl abruzzesi”.

Pronto alla mobilitazione il Pd aquilano: in una nota congiunta, la responsabile Ricostruzione Pd Stefania Pezzopane e del deputato Pd Giovanni Lolli hanno parlato “di presa in giro del presidente Chiodi”. L’onorevole, inoltre, ha annunciato una serie di emendamenti al momento della discussione alla Camera del decreto. I due esponenti parlano di documento non ancora pubblicato ma è già disponibile on line la versione completa sulla Gazzetta ufficiale.

Il commissario ad acta per la sanità, Gianni Chiodi, ha smentito ogni ipotesi di utilizzo dei fondi del terremoto per le stabilizzazioni dei precari abruzzesi, specificando che le risorse “sono già nei bilanci delle Asl”, aggiungendo che la postilla ‘ove non fossero sufficienti’ introdotta dal ministero dell’Economia è una pura precauzione. (g.a.)

LA NOTA DI FABIO FRULLO (UIL-FPL): “NOTIZIE SCONCERTANTI”

Appaiano sconcertanti le notizie che provengono da Roma in merito al problema del precariato della Asl di L’Aquila. Infatti, il decreto governativo prevederebbe un taglio del 50% delle spese sostenute per il precariato nell’anno 2010 ma le stesse sarebbero coperte attraverso l’utilizzo del decreto 39 ovvero quello del terremoto.

Inoltre, i posti a disposizione, sarebbero coperti dalle procedure di mobilità e dallo scorrimento delle graduatorie già esistenti con il rischio concreto, per gli attuali precari, di avere un futuro estremamente breve all’interno della Asl di L’Aquila.

I problemi denunciati, quindi, rimangono a oggi irrisolti e il rischio, oltre a quello occupazionale dei precari, è la chiusura dei reparti che non potrebbero funzionare senza queste professionalità.
Ancora una volta si cerca di gettare il fumo negli occhi ai lavoratori e ai cittadini, oramai stanchi di questi giochi che nulla hanno a che vedere con la tutela occupazionale ed assistenziale.

Il decreto dovrà passare in parlamento per la definitiva approvazione e in quella sede chiederemo un’audizione ai capigruppo al fine di rappresentare le istanze di una città e di tanti lavoratori delusi e sull’orlo della disoccupazione.

LOLLI E PEZZOPANE: “L’AQUILA PRESA IN GIRO”

“È scandaloso, il presidente Chiodi prende in giro ancora una volta la città dell’Aquila e gli aquilani”. Questo il commento della responsabile Ricostruzione Pd Stefania Pezzopane e del deputato Pd Giovanni Lolli sulla questione riguardante i precari della Asl.

“Avendo avuto modo di visionare in anteprima il testo del decreto numero 34 del 31 marzo 2011, non ancora pubblicato – hanno dichiarato i due esponenti Pd – veniamo a scoprire che la soluzione annunciata per il problema dei circa 300 precari della Asl dell’Aquila, la cui mancata proroga dei contratti porterebbe ad un taglio dei servizi per i cittadini e praticamente alla chiusura di interi reparti ospedalieri, è assolutamente diversa da quella che era stata solennemente annunciata. In pratica la norma si limita a stabilire che il taglio del 50% delle spese per i precari, che comunque rimane, va calcolato, per tutte le Asl della regione Abruzzo, sull’anno 2010 e non sul 2009″.

“Il beneficio che da ciò deriva alla Asl dell’Aquila – proseguono Lolli e Pezzopane – è estremamente limitato e, per di più, rischia di essere vanificato dalle procedure di mobilità e dallo scorrimento delle graduatorie dei concorsi, comunque previsti per legge. Fra l’altro i maggiori oneri di spesa derivanti da questo decreto vengono coperti, per tutto l’Abruzzo, con i fondi del decreto 39, cioè con i finanziamenti per il terremoto. Così stando le cose, i problemi denunciati dai medici, dai sindacati e dalle associazioni di cittadini rimangono praticamente gli stessi anche alla luce di questo decreto”.

“Naturalmente il mio impegno – ha dichiarato ancora l’onorevole Giovanni Lolli – sarà quello di proporre emendamenti al decreto quando arriverà in aula alla Camera, sulla base di quanto richiesto per la provincia dell’Aquila, vale dire che, in considerazione dell’evento sismico e  dei persistenti disagi ad esso connessi, i tagli previsti dal decreto legge 78 vengano sospesi per la sola Asl dell’Aquila”.
“Stiamo parlando – ha concluso Lolli –  di una misura i cui costi a carico dello Stato sono totalmente irrilevanti. Vorrei ricordare che stiamo parlando dello stesso Stato e dello stesso Governo che, recentemente, ha stanziato circa 50 milioni di euro per finanziare le multe non pagate da alcuni allevatori del nord per le quote latte”.

CHIODI: “I FONDI GIA’ NEI BILANCI DELLE ASL”

L’AQUILA – “Come al solito, il Pd, e nella fattispecie l’onorevole Lolli e la Pezzopane, si limita ad una lettura superficiale e prevenuta di ogni atto, riuscendo a vedere oscure manovre anche laddove si opera nell’esclusivo interesse della comunità abruzzese. Se solo loro avessero approfondito il contenuto del decreto 34, avrebbero compreso che le cose, per i precari delle Asl, non stanno come loro, strumentalmente e ad arte, cercano di far credere”.

Replica così il presidente della Regione Abruzzo e commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi, ai due esponenti del centrosinistra che hanno etichettato come “presa in giro”, la soluzione trovata per salvare il posto di un elevato numero di lavori precari del sistema sanitario regionale.

“Non si spiega altrimenti l’ennesimo abbaglio – aggiunge il Presidente/Commissario – Lolli e la Pezzopane sostengono che le maggiori spese derivanti da questo decreto saranno coperti per tutto l’Abruzzo con i fondi del decreto 39, cioé con i finanziamenti del terremoto. Nulla di più falso. Come dico da tempo, ormai, le risorse sono già stanziate sui bilanci delle singole Asl, provenienti dal Fondo sanitario nazionale”.

“La postilla ‘ove non fossero sufficienti’ introdotta dal ministero dell’Economia – spiega meglio Chiodi – è mera precauzione, cautela. Ma ripeto, non sarà necessario ricorrere ai fondi per il sisma in quanto i soldi già sono lì”.

“La vertenza precari – ricorda il Presidente – è stata risolta prontamente ed efficacemente da questo governo regionale che ha operato in sinergia con quello nazionale per dare una speranza ed un futuro a molte persone. Un risultato straordinario, apprezzato anche fuori regione, che però, evidentemente, l’opposizione ha tutto l’interesse a sminuire, seminando disorientamento e falsi allarmismi nei lavoratori e nelle loro famiglie”.

“E come al solito – conclude Chiodi – c’é chi vuole vedere la tempesta in un bicchier d’acqua. Indubbiamente molto più facile, e gratificante quanto a consenso, che occuparsi dei problemi veri della ricostruzione”.