L’AQUILA – “Sulla sanità pubblica da salvare, o non arrivano proposte, oppure ne arrivano di assurde. Anche all’Aquila, purtroppo, si continua a fare finta che si possa conciliare il concetto di azienda con la salute di tutti”.
Lo afferma Alfonso De Amicis, storico esponente aquilano della sinistra di classe, tra i promotori della proiezione, lo scorso 23 marzo al Cinema Zeta di Monticchio, del docu-film sulla sanità pubblica distrutta dal titolo “C’era una volta in Italia. Giacarta sta arrivando”, “a cui però – polemizza De Amicis – hanno partecipato alcuni importanti medici, nessun politico e qualche sindacalista. Evidentemente, i dibattiti aperti, in cui la verità non si può nascondere, vengono evitati dai più”.
“Leggo ogni giorno di proposte che vengono definite concrete – continua De Amicis – ma alla fine nessuna va al cuore del problema: la sanità non può essere un’azienda. E quindi bisogna letteralmente cestinare trent’anni di tagli quasi sempre lineari, di imposizioni liberiste che ‘piovono’ dall’Unione Europea e che ci stanno portando ad un modello di sanità privato-assicurativo, cioè l’incubo del modello Usa”.
“Però tante persone si stanno muovendo – prosegue – con la consapevolezza che si deve eliminare la parola ‘azienda’ dalla sanità. Una parola che porta con sé soltanto disastri. Chi ha capito questo deve unirsi e mettere a punto, oltre alle soluzioni di breve termine per cercare di dare un minimo di respiro a un settore agonizzante, una proposta secca, senza mezzi termini, che costringa la classe politica a smetterla di svendere quello che era un vanto dell’Italia a livello mondiale”.
“Continueremo con gli incontri pubblici, aperti a tutti – conclude De Amicis – e non permetteremo a chi la sanità pubblica l’ha distrutta di rifarsi una ‘verginità’ per meri obiettivi elettorali. Chi ha fatto male alla sanità pubblica non deve avere spazio”.






