L’AQUILA – “I numeri del 2010 sulla mobilità passiva e sul saldo con quella attiva avevano fatto sprofondare la Regione Abruzzo, in rapporto alla propria popolazione, tra gli ultimi posti in Italia per capacità attrattiva del proprio sistema sanitario. Le scuse del presidente della Regione, Gianni Chiodi, e dei suoi per giustificare questo tracollo, che ha un costo sociale ed economico drammatico, furono diverse, ma tutte funzionali a dimostrare la natura occasionale e non strutturale del deficit”.

Lo afferma il capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, Carlo Costantini.

L’esponente dipietrista ricorda che “si parlò di effetto L’Aquila e terremoto, di effetto Villa Pini e di altro, tutti legati dallo stesso comune denominatore: trovare un colpevole diverso da Chiodi. Altri, invece, come me, ritennero il dato l’ineludibile conseguenza dei tagli del commissario straordinario Chiodi, ovvero l’effetto della semplice constatazione che quello che era stato tagliato, anche in termini di dilatazione dei tempi delle liste di attesa, il cittadino abruzzese lo avrebbe acquistato da altre Regioni”.

“Ieri, poche ore prima della conferenza stampa di Chiodi, ho completato la ricezione ufficiale dai competenti uffici regionali dei dati sulla mobilità, che confermano che al peggio non c’è mai fine. Aumenta, infatti, la mobilità passiva rispetto al dato già drammatico dello scorso anno e aumenta anche il saldo tra mobilità attiva e passiva”, sottolinea Costantini.

“Il tutto in un contesto nel quale i criteri di calcolo dei rimborsi per la mobilità sanitaria sono cambiati, a favore delle regioni che esportano pazienti e, dunque, presumibilmente anche a vantaggio dell’Abruzzo. Il responsabile unico di tutte le scelte in materia sanitaria in Abruzzo da oltre tre anni – insiste ancora Costantini – ne avrebbe dovuto prendere atto, convincendosi una volta per tutte della necessità di rivedere la ‘diagnosi’ e, di conseguenza, anche la ‘terapia’ somministrata sino a oggi”.

“Chiodi, invece, si è comportato come chi, pur di non rivelare l’esistenza di una malattia grave e di assicurarsi la gratificazione di un momento, cambia i parametri delle analisi e ne altera il responso. Si è presentato nella sua consueta conferenza stampa autocelebrativa, ha rivendicato il merito di inesistenti inversioni di rotta e ha ottenuto il risultato di avere rasserenato, seppure per un giorno, il sistema – conclude Costantini – mentre il male, occultato nella ‘diagnosi’ e, di conseguenza, ignorato nella ‘terapia’, progredisce indisturbato e continua a divorare la ricchezza e il diritto alla salute dei cittadini abruzzesi”.