L’AQUILA – La Cisl Fp Abruzzo, nel prendere atto dei dati di bilancio relativi alla sanità, resi pubblici sugli organi di stampa qualche giorno fa, esprime apprezzamento per i risultati conseguiti nel risanamento del debito del sistema sanitario abruzzese, ma non manca di bacchettare il presidente della Regione e commissario alla Sanità, Gianni Chiodi, per i ritardi nei pagamenti alle strutture accreditate.

“Alcune perplessità – afferma il sindacato in una nota – rimangono in quanto non siamo ancora a conoscenza in maniera precisa della mobilità passiva regionale, ossia dell’ammontare dell’esborso di milioni di euro che ogni anno la Regione Abruzzo è costretta a saldare verso le altre regioni italiane per quei cittadini che, non trovando sul territorio regionale strutture adeguate, ricorrono a strutture ospedaliere pubbliche e private di altre regioni. Se i conti da una parte sembrano rispondere ad un’amministrazione corretta, non si può dire altrettanto della gestione della sanità in Abruzzo”.

“Il commissario straordinario, Gianni Chiodi – prosegue la nota – ha più volte invocato il rispetto delle regole, sia da parte dei manager delle strutture pubbliche e sia da parte degli imprenditori della sanità privata convenzionata, ma il primo soggetto a non rispettare le regole è proprio la Regione”.

“Quest’ultima – osserva la Cisl Fp – paga le prestazioni con sei, sette mesi di ritardo creando di fatto un’esposizione economica delle strutture accreditate, che sono costrette a continuare a erogare prestazioni e a pagare, giustamente, le retribuzioni dei dipendenti, ma non vengono coinvolte in alcun modo in un sistema di relazioni che le vede co-protagoniste del sistema sanitario abruzzese. Questi ritardi di pagamento sono inammissibili e provocano un sfaldamento della rete sanitaria territoriale con ripercussioni negative sulle erogazioni delle prestazioni sanitarie ai cittadini e un forte deficit dei livelli minimi assistenziali”.

La Cisl Fp chiede al commissario Chiodi “di passare dai proclami ai fatti. Il presidente deve avere maggiore contezza del funzionamento della macchina amministrativa regionale e deve rimuovere tutti quegli ostacoli, burocratici e non, che inficiano l’azione del progetto di razionalizzazione, che però non si può limitare solo al risanamento economico, ma deve migliorare la qualità dei servizi erogati dal sistema sanitario pubblico e privato convenzionato”.