PESCARA – La Regione Abruzzo dovrà individuare risorse pari a 360 milioni di euro per coprire disavanzi pregressi legati alla sanità e generati dal 2004 al 2007.
Lo ha annunciato questa mattina il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, alla luce di quanto emerso nell’incontro del Tavolo tecnico di monitoraggio che si è tenuto il 2 dicembre presso il ministero dell’Economia e delle finanze.
Una possibile via d’uscita sarebbe l’aumento delle tasse, ma Chiodi ha assicurato che “l’Abruzzo non aumenterà le tasse”.
“Faremo di tutto – ha detto in conferenza – per non aumentarle, ma dobbiamo trovare 360 milioni di euro entro il 31 dicembre”.
Chiodi parlerà della questione con le parti sociali per poi valutare le cose da fare.
È certo, però, che alla luce di questa novità “si aggiungeranno altri tagli a quelli previsti dalla manovra Tremonti. Taglieremo tutto ciò che è necessario tagliare e sto cercando di ottenere l’anticipazione di alcuni fondi, ma non è detto che ce la faremo”.
“Abbiamo un’idea per evitare le tasse, ma voglio prima sentire le parti sociali e comunque ci sono ancore le spese delle Asl relative a farmaci, beni e servizi superiori alla media nazionale”.
UNA VORAGINE DA 528 MILIONI, CHIODI “MAZZATA INCREDIBILE”
Il disavanzo accumulato dalla Regione Abruzzo ammonta complessivamente a 528 milioni di euro e deriva per lo piu’ da somme che lo Stato, attraverso il Fondo sanitario nazionale, destinava alla Regione per la sanità ma che sono state distratte dalla Regione stessa e destinate al bilancio ordinario, negli anni 2004, 2005 e 2006.
Nei 528 milioni rientrano poi i fondi della fiscalità aggiuntiva che nel 2007 sono stati utilizzati sempre per il bilancio regionale. Per Chiodi è avvenuta una sorta di “saccheggio” perchè questi 528 milioni dovevano essere destinati alla “cura delle persone” ma non e’ stato così e in alcuni casi sono stati utilizzati per “compiacere istanze discutibili”, in altri per cose utili.
Una prima copertura, pari a 168 milioni di euro, è stata già individuata attraverso la gestione commissariale ma restano da individuare 360 milioni.
“E’ una tegola pesantissima sulla regione Abruzzo e sugli abruzzesi – ha commentato il presidente – una mazzata incredibile. Ma noi siamo e saremo la prima classe dirigente che lascia un debito inferiore a quello che ha trovato e lascia meno primari e meno dirigenti rispetto a quelli che ha trovato”.
Chiodi, facendo riferimento alle polemiche sulla sanità e agli attacchi subiti, ha detto che ci sono persone che “dovrebbero tacere per i prossimi 15 anni e che sarebbero inadeguate a qualsiasi consesso”.
Il presidente ha poi lanciato un appello a tutti gli stakeholders (portatori di interessi, come clienti, fornitori e finanziatori, ad esempio. ndr) affinchè “facciano il possibile per facilitare il percorso di risanamento” e si è detto certo che “l’Abruzzo ce la farà” pur ammettendo che questa è una regione “in ginocchio come nessuna altra regione”.
“C’è da fare sforzo incredibile, ha proseguito, e non esistono più le liste della spesa ma solo un fortissimo rigore di bilancio. Non venite a chiedere soldi – ha proseguito – perche’ l’Abruzzo deve pagare i debiti del passato”.
Al momento, ha assicurato, “la sanità abruzzese sta andando bene e sta raggiungendo l’equilibrio”.
LA SCOPERTA DEL BUCO
L’AQUILA – Un nuovo buco nei conti della sanità potrebbe mettere in ginocchio definitivamente la Regione Abruzzo.
Una nuova pesantissima tegola di oltre 300 milioni di euro sta per abbattersi sui cittadini abruzzesi e sulle imprese che per il debito sanitario stanno già pagando aliquote di Irpef ed Irap più salate di altre regioni.
Oggi in una conferenza stampa a Pescara il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ha ufficializzato la voragine che è stata scoperta di recente.
Il governatore aveva già commentato sulla rete sociale di Facebook l’anteprima data da AbruzzoWeb, spiegando che si tratta di fondi che servivano a “garantire il diritto alla cura e sono, invece, stati distratti per il bilancio regionale ordinario”.
Si tratta, come emerso da fonti vicine al presidente, di disavanzi relativi al 2004 e 2005 (Giunta Pace e Giunta Del Turco) e nel 2006 e 2007 (esecutivo Del Turco) quando al budget per il sistema sanitario assegnato alle regioni sarebbero state tolte risorse da destinare allo sviluppo, mai ripristinate.
Il nuovo buco sarebbe emerso dai controlli fatti dal ministero dell’Economia con il quale la Regione Abruzzo ha concordato il piano di risanamento.
È stato scoperto in questi giorni perché si sono fatti più scientifici i controlli.
La nuova tegola è destinata ad accendere il clima politico soprattutto tra la maggioranza di centrodestra e le opposizioni di centrosinistra: tra i due poli è già in atto un muro contro muro a causa del fatto che Chiodi non ha mai coinvolto il Consiglio regionale nella strategia di rientro.
Nei mesi scorsi i successi del piano di rientro dell’Abruzzo erano stati testimoniati più volte dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio.
PAOLUCCI (PD): “CHIODI MENTE SAPENDO DI MENTIRE”
L’AQUILA – “Chiodi è disperato perchè sente crollare il consenso attorno a sè, e mente sapendo di mentire. Tira fuori solo oggi le carte e spera di addossare le colpe sul centrosinistra, ma la verità è un’altra: sui 260 milioni di buco chieda spiegazioni ai suoi colleghi di giunta e di partito, visto che i responsabili sono il suo attuale vicepresidente, Alfredo Castiglione, al tempo assessore al bilancio di Giovanni Pace, Fabrizio Di Stefano nelle vesti di presidente della commissione Sanità, Paolo Tancredi in quelle di presidente della commissione Bilancio”.
Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, rispondendo alla conferenza stampa di questa mattina di Gianni Chiodi.
“Sulla mancata copertura dei restanti 101 milioni – aggiunge Paolucci – spieghi egli stesso cosa è successo, visto che i tecnici romani accusano questa giunta regionale, e lo scrivono nero su bianco nei verbali. E’ finito per Chiodi il tempo di dire bugie agli abruzzesi”.
“Chiodi governa da due anni e da commissario ha pieni poteri sulla sanità: ma dopo due anni scopre un ulteriore buco lasciato dai suoi amici, avendo nascosto i numeri veri ai cittadini ed alle parti sociali. Ora gli stessi tecnici del ministero che elogiano la riduzione del 20 per cento del tasso di ospedalizzazione (grazie alla legge 20 varata dal centrosinistra), lanciano pesanti accuse proprio sull’operato, anzi sul mancato operato, di Gianni Chiodi”.
In tre sedute tra maggio e luglio di quest’anno infatti i due massimi organismi che vigilano sulla sanità abruzzese, e cioè il Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali e il Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, hanno analizzato lo stato patrimoniale e i risultati di gestione della sanita’ abruzzese. Relativamente alla vicenda dei 101 milioni di euro, nel verbale si legge l’accusa pesantissima, scritta in grassetto: “Tavolo e Comitato non possono non evidenziare come la Regione Abruzzo abbia violato quanto disposto da una propria legge regionale e tutto ciò in piena vigenza di un piano di rientro”.
“Dunque – sottolinea Paolucci – Chiodi non può cavarsela accusando altri. Chieda spiegazione ai suoi colleghi di giunta e di partito sulla gestione folle che ha portato l’Abruzzo nel baratro, e spieghi agli abruzzesi perchè sui 101 milioni di euro ha violato le leggi regionali. E già che c’è, dica anche perchè in questa situazione continua a graziare le cliniche private e perche’ vuole scaricare i debiti lasciati dai suoi amici sui fondi Fas che invece devono servire per lo sviluppo e per rilanciare l’economia”.
LA REPLICA: ”ASSOLVO PAOLUCCI PER NON AVER COMPRESO”
L’AQUILA – “Assolvo Paolucci per non avere compreso il fatto. Paolucci merita l’assoluzione, quando e se riuscirà a capire, si renderà conto”.
Così il presidente della Regione e commissario per la sanità, Gianni Chiodi, replica al segretario regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci, che ha lo ha accusato di “mentire sapendo di mentire” sulla questione del nuovo buco della sanità.
“La violazione della legge regionale del 2007, con la distrazione di 101 milioni di euro – ha ricordato Chiodi – è avvenuta nel 2007 e quindi in piena giunta di centrosinistra. Sembrerebbe una cosa facile, ma evidentemente non lo è”.
Il motivo del contendere è la nuova voragine di 360 milioni di euro scoperta recentemente a causa di fondi sottratti al fondo per la sanità nel 2004 e 2005 e poi nel 2006 e nel 2007.
DA TAVOLO DI MONITORAGGIO ”OK A OPERATO DELLA GIUNTA REGIONALE”
PESCARA – Nelle valutazioni del Tavolo di monitoraggio “viene confermato il giudizio positivo sull’operato attuale della Giunta regionale abruzzese, con una raccomandazione sul contenimento del numero dei primari. Nonostante i tanti tagli recentemente effettuati l’Abruzzo è, infatti, ancora tra le Regioni italiane che contano il maggior numero di Unitaà Operative Complesse (Uoc)”.
Il Commissario alla sanità, Gianni Chiodi, ha chiarito che “per l’anno 2010 si profila un disavanzo di cinque milioni di euro che, considerando, gli ammortamenti, si presume possa arrivare a circa venti milioni di euro. Il rischio, nell’eventualità non si riuscisse a ridurre la situazione debitoria, a questo punto, è lo scatto dell’aumento delle tasse per i cittadini abruzzesi. Ma il nostro obiettivo è di riuscire a evitare che questo accada. Però, per fare ciò, sarà indispensabile reperire 360 milioni di euro entro il 31 dicembre 2010”.
“A tal proposito – ha continuato – ho delle idee ma voglio prima sottoporle al vaglio del sistema Abruzzo ed è per questo che è in programma un tavolo tecnico con le parti sociali. Questo stato di cose, comunque, nasce da una situazione non coordinata e non professionale delle precedenti amministrazioni. Ma la Regione Abruzzo farà di tutto per risanare il bilancio senza far ricadere conseguenze negative sui cittadini e alla fine sono certo che ce la farà. Lasceremo l’Abruzzo con i conti in ordine. A costo di scelte impopolari. Chiederemo a tutti di assumere una posizione di responsabilità, anche all’opposizione con cui e’ indispensabile un dialogo. Perchè l’opposizione non deve solo criticare e contrastare, ma credo che abbia il dovere di assumere, in questo momento così difficile, quasi impossibile per l’Abruzzo, una posizione di responsabilità”.
“Non ci dobbiamo nascondere dietro un dito: l’Abruzzo è in ginocchio ma potrebbero anche arrivare notizie positive in merito ad alcune situazioni debitorie quasi ventennali, relative alle Asl, e presumibilmente cadute in prescrizione”.
A proposito di tagli da effettuare, Chiodi ha chiarito che “interesseranno tutti i settori su cui sarà possibile intervenire. Senza escludere un eventuale ricorso ai fondi Fas. Una dotazione, questa, alla quale hanno attinto anche altre Regioni italiane come la Campania”.
QUAGLIARIELLO: “ABRUZZO HA EREDITA’ CHE NON AVREBBE MERITATO”
PESCARA – “L’Abruzzo ha sulle spalle un’eredità che non avrebbe meritato. Per questo è una buona notizia se il deficit diminuisce, se non è più la regione con il maggior debito d’Italia o la più povera d’Europa”.
Lo ha affermato il senatore Pdl Gaetano Quagliariello a Pescara, durante il convegno “Rialzati Abruzzo e il Pdl per una nuova politica regionale”.
“Il nostro compito – ha aggiunto il senatore – è lasciare un posto più sano di come lo abbiamo trovato”.
Quagliariello ha poi parlato di “unità” come “veicolo di miglioramento e di sviluppo per questa parte del Paese”.
“L’Abruzzo deve sempre avere il grande obiettivo di diventare migliore – ha concluso – così come le altre regioni del Mezzogiorno. Per far ciò è necessario coltivare stabilità economica e politica”.
COSTANTINI: “A CASA CHI HA SBAGLIATO A FARE I CONTI”
L’AQUILA – “Se una azienda privata scopre all’improvviso, dopo anni, di essere gravata da una montagna di debiti, fallisce perché non ha avuto il tempo per riorganizzarsi e per ripianarli per tempo, forse più che per il debito stesso. La Regione non è una azienda privata, ma il ritardo costante con il quale si scoprono i buchi produce danni forse superiori agli stessi buchi”.
A dichiararlo è il capogruppo in Regione dell’Idv, Carlo Costantini che aggiunge: “Non averli scoperti per tempo vuol dire che per anni si e’ fatta una programmazione economico-finanziaria completamente sballata; che si e’ impostata una azione di risanamento completamente inadeguata; che si e’ tagliato dove, con il senno di poi, forse non era opportuno tagliare; che si sono trascurati interventi diversi e/o ulteriori che avrebbero potuto diluire meglio l’impatto con il debito”.
“Ora che, invece, p necessario correre ai ripari in fretta e furia, qualcuno ne pagherà le conseguenze. Le paghi, però, anche chi ha sbagliato per anni a fare le addizioni e le sottrazioni. Vadano a casa tutti i superesperti della task force ministeriale e regionale, a partire dalla dottoressa Baraldi, venuta in Abruzzo per ripianare un debito del quale si è dimostrato non conosceva neppure la sua entità”.
“Se Chiodi li manda a casa tutti, nessuno escluso, l’Italia dei Valori farà la sua parte. In caso contrario vorrà dire, invece, che in Abruzzo chi sbaglia non paga mai, perché tanto alla fine a pagare il conto c’e’ sempre qualcuno che ci pensa”.
CHIODI SU FACEBOOK: ”COMPORTAMENTI INCREDIBILI”
L’AQUILA – “L’Abruzzo è stato saccheggiato”.
Lo ha affermato il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, nella sua bacheca sulla rete sociale di Facebook commentando l’articolo in anteprima di AbruzzoWeb sul nuovo buco di 300 milioni scoperti sulla sanità.
Chiodi ha sottolineato comunque un dato da correggere, ossia che “il 2005 fino ad aprile è stato governato dalla Giunta pace e poi per i restanti otto mesi dalla Giunta di centrosinistra”.
“Erano fondi dello Stato italiano – ha aggiunto – destinati alla sanità e a garantire il diritto alla cura e sono, invece, stati distratti per il bilancio regionale ordinario. Ora dobbiamo restituirli”.
“Siamo in ginocchio per comportamenti incredibili”, ha concluso il governatore.
DI CESARE (CGIL): ”CHIODI SI PRENDA LE SUE RESPONSABILITA”’
PESCARA – “Memoria corta e politica del lamento non risolvono i problemi: il presidente Chiodi si prenda le sue responsabilità con i cittadini”.
Lo afferma il segretario generale della Cgil Abruzzo, Gianni Di Cesare.
“Ancora una volta – ha detto – il presidente Chiodi non trova di meglio che scaricare ogni responsabilità sugli altri, su chi ha guidato la regione prima di lui. Anche questa volta, quando annuncia che i debiti della sanità regionale sono aumentati di altri 360 milioni di euro, il presidente Chiodi riprende il suo lamento contro gli ex amministratori. Ora, dopo aver ricordato al presidente che a guidare l’Abruzzo per 8 anni è stata la sua coalizione (un ex assessore al bilancio ancora oggi fa parte della giunta Chiodi), aggiungiamo che da quando l’attuale amministrazione è entrata in carica la Cgil abruzzese cerca di spiegare al presidente qual è la vera situazione dell’ente, di ragionare con il governatore sulla montagna di debiti che incombe sui cittadini.
“Un tentativo inutile – ha proseguito Di Cesare – perché Chiodi è rimasto chiuso nella sua cittadella, rifiutando qualsiasi confronto su un tema fondamentale per la stessa vita della regione, su argomenti che vengono discussi e decisi in altre sedi, a Roma, ma non nei palazzi abruzzesi della giunta regionale”.
Ancora, secondo il segretario generale Cgil, “l’altra cosa da dire con chiarezza è che il presidente usa sempre la stessa parola e gli stessi concetti ma evita di pronunciarsi sull’altro grande e vero problema: la scarsità delle risorse economiche per l’Abruzzo, la miseria dei fondi che ci assegna il governo, l’impossibilità di poter fare qualsiasi scelta, qualsiasi politica, qualsiasi investimento”.
“C’è un’altra strada che la Giunta regionale può seguire se ha bisogno di soldi – ha concluso Di Cesare – cercare gli evasori, colpire gli abruzzesi che non fanno il loro dovere, una strada che finora Chiodi e i suoi hanno mostrato di non voler imboccare”.





