CHIETI – Permette di effettuare rapidamente esami dettagliati di tutti i distretti del corpo, ottenendo immagini digitali di ottima qualità e il suo vero valore aggiunto sta nella possibilità di effettuare gli esami Cardio TC: è il Tomografo Computerizzato, che adotta una tecnologia di ultima generazione della Siemens con una risoluzione a 128 strati (slides), in dotazione all’unità operativa di Radiologia.
Per acquistarlo l’Azienda sanitaria locale Lanciano Vasto Chieti ha speso circa un milione di euro.
La nuova Tac è stata presentata oggi a Chieti in occasione dell’evento sul tema ‘Diagnostica per immagini a Chieti’, durante il quale si è fatto il punto sulle nuove dotazioni tecnologiche in uso al policlinico, presenti il presidente della Regione, Gianni Chiodi, il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, il direttore generale, Francesco Zavattaro, e il direttore sanitario della Asl, Amedeo Budassi, nonché il direttore del Dipartimento di Radiologia e radioterapia clinica, Giampiero Ausili Cefaro, e il direttore della Radiologia, Antonio Cotroneo.
“Se oggi possiamo tornare a crescere, puntando su nuove tecnologie e nuove competenze – ha detto Chiodi – è perché abbiamo portato i conti in equilibrio stabile, e non facciamo più debiti. Abbiamo lavorato per rendere la nostra sanità sostenibile senza rinunciare alla qualità, come dimostrano le importanti acquisizioni tecnologiche di Chieti”.
La tecnica Cardio TC permette di studiare le ostruzioni coronariche utilizzando la Tac, senza effettuare necessariamente la coronarografia, una sorta di esame virtuale molto utile per studiare in maniera non invasiva i pazienti affetti da malattia coronarica e per selezionare quelli da sottoporre eventualmente a intervento di angioplastica o di cardiochirurgia vera e propria che arrivano, quindi, all’intervento con una mappa delle ostruzioni coronariche molto dettagliata.
“Queste nuove tecnologie fanno compiere un salto di qualità all’ospedale di Chieti – ha sottolineato Zavattaro – che aveva a disposizione un parco tecnologico datato e inadeguato. Lo abbiamo fatto senza gravare sulle finanze regionali, attingendo alle risorse interne all’Azienda, e soprattutto conciliando la necessità di innovare con il risanamento economico”.



