PESCARA – La sanità calabrese, sommersa dai debiti, depredata dalle infiltrazioni mafiose, con i livelli essenziali di assistenza tra i peggiori d’Italia, e soprattutto nel bel mezzo della seconda ondata di contagi senza un piano anti-covid imposto dal governo a maggio, appare un teatro dell’assurdo anche sul fronte del commissariamento che dura da anni, che avrebbe dovuto tirarla fuori dai guai.

Una vicenda che ha come co-protagonisti, oltre al commissario Saverio Cotticelli, cacciato dal governo dopo una sconcertante intervista, anche due ex figure di spicco della sanità abruzzese: il neo commissario calabrese, il romagnolo Guglielmo Zuccatelli, già sub-commissario alla sanità abruzzese ai tempi della presidenza di Gianni Chiodi, di Forza Italia,  e l’attuale sub commissario calabrese, Maria Crocco, ex  direttore della sanità in Regione Abruzzo, anche lei con Chiodi, poi dirigente del servizio assistenza distrettuale territoriale.

Tutto è iniziato dalla incredibile intervista dell’oramai ex commissario Cotticelli, generale dei Nas in pensione, che ha scoperto solo due giorni  davanti alle telecamere di un giornalista di Titolo V di RaiTre, di essere stato incaricato dal governo anche del “Programma operativo per la gestione dell’emergenza Covid“. Il Commissario ha letto l’atto ripescato nell’archivio come fosse la prima volta: “Sono io”, ammette poi e impacciato cerca di correggere il tiro dicendo di essere sul punto di realizzarlo: “La settimana prossima è pronto”. Per di più non sapeva nemmeno quante fossero le terapie intensive disponibili. Ha poi aggiunto sconsolato: “Cosa vuole che le dica, dottore, tanto io domani mattina sarò cacciato”.

E infatti è stato cacciato dal governo, sostituto da Zuccatelli, ma subito contro di lui si è sollevata la bufera,  per sconcertanti dichiarazioni di maggio, sul fatto che  “le mascherine non servono a un cazzo, ve lo dico in inglese stretto. Sapete cosa serve? La distanza. Perché per beccarti il virus, se io fossi positivo, dovresti baciarmi per 15 minuti con la lingua in bocca”, registrate quando era commissario dell’Asp di Cosenza, e aveva ricevuto nel proprio ufficio una delegazione del collettivo Femin – Cosentine in lotta, che stavano manifestando per chiedere la riapertura in sicurezza di ambulatori e consultori.

Dichiarazioni che hanno provocato un putiferio, anche perché il centrodestra ha ricordato che Zuccatelli è Nel 2018 è stato candidato, senza essere eletto con Liberi e Uguali, il partito del ministro della Salute Roberto Speranza.

Subito Zuccatelli ha cercato di gettare acqua sul fuoco: “le mie affermazioni errate, estrapolate impropriamente da una conversazione privata, risalgono al primo periodo della diffusione del contagio”. E assicura ora “Le mascherine sono parte della fondamentale strategia di contrasto al Covid 19. Quindi, invito tutti ad utilizzarle, così come a rispettare il distanziamento fisico”.

Il quotidiano il Tempo ha pubblicato un altro video dove si  sente Zuccarelli, siamo ad aprile, smontare diverse tesi allarmistiche sul virus, a partire dalla pericolosità: “Sapete quante cose molto più pericolose ci sono in giro e noi non ci rendiamo conto? Io ad esempio ho paura quando vedo un camion con le bombole del gas e cerco immediatamente di allontanarmi. Il virus è pericoloso se uno non usa le contromisure adeguate, ma la mascherina è per i positivi e i sanitari, noi invece abbiamo fatto diventare il mondo pieno di mascherine”.

Poi Zuccarelli si è lanciato in un appello sul sesso in tempi di Covid ai giovani che erano in diretta con lui: “Scopate adesso che ce la potete fare! Tranquilli, avete l’età giusta e avete gli ormoni giusti. Datevi da fare perché poi alla mia età se trovate uno che dice che scopa, non credetegli”.

Tornando all’intervista dello scandalo di Cotticelli: una bella figura non l’ha fatta nemmeno il sub commissario Crocco, ex direttore con Chiodi, sostituita poi da Luciano D’Alfonso con Angelo  Muraglia e che in Calabria è stata nominata sub commissario a luglio 2019 dal governo di Lega e M5s, sostituendo Thomas Schael che si era dimesso per motivi mai chiariti, ed è ora manager dell’Asl Lanciano-Vasto-Chieti.

Nell’intervista, assistendo al crescente marasma in cui era piombato Cotticelli, che non sapeva nemmeno quante terapie intensive ci fossero, ad un certo punto con fuoricampo ha esclamato in dialetto, “Comu te l’aggia a dì, la prossima volta studia!”

Il Consiglio dei ministri ha deciso di confermare Crocco nella struttura che sarà guidata da Zuccatelli. Struttura che sarà rafforzata e ampliata secondo quanto previsto dal Decreto Calabria bis.

C’è chi però attacca anche lei: scrive il Quotidiano di Calabria:  “Maria Crocco, la “Maria” della sconcertante intervista tv, difficilmente potrà chiamarsi fuori dalla figuraccia del piano Covid regionale che in diretta l’Ufficio scopre essere di sua pertinenza. Perché se è vero che il commissario risponde per tutti e ci deve metterci, la faccia è anche vero che lei, la numero due, sulla carta ha il ruolo tecnico di redigere la documentazione e preparare gli atti conseguenti”.

Se il governo l’ha riconfermata, evidentemente lei non ha nessuna responsabilità della mancata attuazione del Piano.

Da parte sua Cotticelli ha provato a mettere una pezza peggiore del buco alla sua disastrosa intervista:

“Mi hanno drogato? Non lo so. Dico solo che non sono stato bene. Non ho sospetti su nessuno, ma non ero lucido e non stavo bene”,  ha detto in una intervista nella trasmissione Non è l’Arena, aggiungendo:  “quel giorno non ero in me stesso, sto cercando di capire cosa sia accaduto con un medico”.