L’AQUILA – “Chiediamo che la Giunta regionale, prima delle elezioni di domenica, dica che le centrali del 118 in regione saranno due e che l’ufficio di coordinamento sovraregionale sarà all’Aquila, altrimenti prendiamo  le delibere 197 e 271 e le trasferiamo alla Corte dei conti e all’Autorità anticorruzione Anac per vedere se ci sono illegittimità”.

Così il candidato sindaco dell’Aquila di centrodestra, Pierluigi Biondi, nel corso di un incontro con la stampa, contestando i futuri piani sulla sanità del governo regionale.

Biondi ha fatto riferimento alla delibera 271 che sancisce la nascita di un ospedale di secondo livello, con migliori reparti e finanziamenti, tra Chieti e Pescara, e alla 295, che crea una commissione per realizzare uno studio di fattibilità per la stessa ipotesi tra L’Aquila e Teramo, approvata con un errore, parlando in più punti di “unione L’Aquila-Pescara”.

“Dopo essere stati smarcherati sulla 271, si sono affannati a metterci una pezza, ma è peggio del buco – ha detto Biondi – Lolli ha detto ‘abbiamo approvato’, peccato che al voto sulla delibera per Chieti-Pescara era presente mentre a quella sull’Aquila era a un incontro elettorale”.

“Sono andati talmente di corsa che, a parte l’errore clamoroso di scrivere L’Aquila Pescara, bisogna leggere l’oggetto, c’è la costituzione della commissione per lo studio di fattibilità, una cosa fumosa”, ha aggiunto.

“Non dobbiamo fare una guerra tra poveri, il dea di secondo livello tra Pescara e Chieti va benissimo, lo fanno per portarlo verso il project financing di Maltauro, interesse preminente del governatore è far costruire la nuova struttura”, ha premesso il candidato.

“Tuttavia un dea di secondo livello all’Aquila ci vuole perché deve diventare riferimento del Centro Italia come già è grazie alla forte mobilità attiva – ha aggiunto – L’ospedale San Salvatore va migliorato e deve diventare un centro anche per la gestione delle emergenze, altrimenti i 300 militari del nuovo reparto Orta di stanza in città non serviranno a nulla”.

Biondi ha contestato anche che il Masterplan stanzi “per il Centro della vista 20 milioni di euro che transitano sì attraverso Dompè, ma la clinica si farà a Chieti con Mastropasqua, nonostante all’Aquila ci sia la Banca degli occhi e una scuola oculistica di altissima tradizione”. Alberto Orsini