PESCARA – Migliorano i conti della Asl di Pescara. A fronte di perdite d’esercizio superiori ai 32 milioni di euro rilevate negli anni 2007 e 2008, l’Azienda ha chiuso l’esercizio 2009 con una perdita di 13 milioni sino a raggiungere il sostanziale pareggio nel bilancio prospettico 2010.
Lo ha sottolineato il direttore generale Claudio D’Amario, presentando i dati dell’attività dell’Asl a 18 mesi dal suo insediamento.
D’Amario ha spiegato che “il positivo andamento della gestione economica dell’Azienda è frutto di una politica di razionalizzazione che non è andata, comunque, ad incidere sui servizi, sulle liste d’attesa, sulla mobilità attiva e passiva”.
“L’Azienda già nei primi nove mesi del 2010 – ha evidenziato D’Amario – ha recuperato 10 milioni di euro di mobilità attiva. Ciò vuol dire che nonostante il taglio di razionalizzazione dei processi abbiamo ottenuto addirittura un’implementazione dell’attrazione sia in ambito regionale che extraregionale”.
Per quanto riguarda la mobilità passiva, il manager ha spiegato che mentre quella fuori regione, pur aumentando dell’1,3 per cento, rimane nel numero dei casi sostanzialmente invariata, quella entro regione registra un decremento pari al 10,2 per cento.
In diminuzione anche il tasso di ospedalizzazione che ha fatto registrare un decremento del 6,19 per cento, passando dunque da circa 226 ricoveri del 2008 a circa 213 ricoveri del 2009 per ogni mille abitante.
Tale risultato, per il manager, è dovuto essenzialmente ad un aumento delle attività ambulatoriali. In netto miglioramento, secondo i dati della Asl, le liste d’attesa.
I cittadini riuscirebbero ad ottenere la prestazione richiesta entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per la diagnostica.
Per quanto concerne le liste per la prestazioni diagnostiche, D’Amario ha sottolineato che vi sono due situazioni critiche rappresentate dall’Endoscopia digestiva e dalla Risonanza Magnetica al cervello, che si stanno cercando di affrontare e risolvere attraverso progetti ministeriali e di ringegnerizzazione.






