L’AQUILA, 1° GIUGNO – Il Consiglio regionale di oggi si è chiuso con l’esame di due risoluzioni, una approvata, l’altra bocciata al termine di un battibecco molto teso tra il capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro (nella foto), e l’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni.
Il documento licenziato all’unanimità presentato dallo stesso D’Alessandro e dal capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, determina il blocco dei processi di autorizzazione in corso per le discariche di amianto, in attesa dell’approvazione della legge. La risoluzione bocciata invece è stata presentata dai consiglieri del Pd che hanno chiesto al presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, nella sua veste di commissario per la sanità, assente perché impegnato a Roma, e all’assessore Venturoni, presente in aula e incaricato di rispondere, di conoscere il piano operativo presentato al ministero dell’Economia nell’ambito del piano di rientro del deficit della sanità.
“Quando sarà il momento – ha spiegato Venturoni – porteremo tutto in aula: si tratta solo di una bozza. Quando le cifre saranno ufficiali, discuteremo”. D’Alessandro ha reagito duramente, accusando Venturoni di “voler estromettere gli abruzzesi dalle decisioni”. “Un assessore che non sa, fa capire che a maggiore ragione è giusta la mia richiesta di dimissioni formulata nei suoi confronti – ha spiegato succesivamente D’Alessandro – La reazione di Venturoni, che non ha come stile l’adirarsi troppo, dimostra che in maggioranza i nervi sono molto tesi che il centrodestra è alla frutta. Una prova sta nel fatto che il consigliere del Pdl Sospiri ha votato a favore della risoluzione, quindi contro la propria maggioranza. Si annuncia un clima da battaglia per il ruolo del Pd, certamente propositivo, ma certamente pesante: in giro c’è una crisi economica drammatica, mentre per il centro destra che sembra vivere sulla luna, va tutto bene”.




