TERAMO – In un’interrogazione al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il consigliere di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo chiede se il neo manager della Asl teramana, Giustino Varrassi, sia “massone”, come citato in un’inchiesta dell’Espresso nella quale, secondo il consigliere Prc, è elencato come “maestro” tra i componenti di una loggia “molto controversa” e alla quale avrebbero aderito “confratelli emigrati dopo lo scandalo della P2”.
Opposta a questa polemica arriva il plauso alla nomina di Varrassi, ufficializzata ieri, da parte del rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, Ferdinando di Orio, che parla di un “meritato riconoscimento” per il docente, per la facoltà di Medicina e per l’Ateneo del capoluogo.
INTERROGAZIONE DI ACERBO: ”VARRASSI E’ UN MASSONE?”
visto che della nomina “non se ne trova traccia nell’ordine del giorno di convocazione della Giunta”, e “questo sembra confermare quanto riferisce” la stampa locale “che parla di “un vero e proprio blitz dopo due riunioni domenicali nella sua abitazione”.
“A meno che non si tratti di un caso di omonimia – spiega Acerbo – pare che il direttore generale nominato dalla Giunta Regionale sia stato ‘protagonista’ di una vicenda raccontata nel giugno 2001 dal settimanale l’Espresso; un tal Varrassi Giustino, docente universitario all’Aquila, risultava nell’elenco, con tanto di numero di tessera indicato dalla rivista, della loggia Giuseppe Garibaldi di Nice (Francia) con la qualifica di maestro massone; trattasi di una loggia, secondo l’inchiesta, molto controversa e alla quale avrebbero aderito molti ‘onfratelli italiani'”.
Secondo Acerbo, “riferiva il settimanale che ‘c’è chi sostiene che molti sono emigrati, come massoni, dopo lo scandalo della P2. Altri hanno trovato nuova linfa per i loro affari'”.
Acerbo spiega che “in campagna elettorale Chiodi aveva annunciato una rivoluzione meritocratica nella Regione Abruzzo i cui criteri sono di difficile comprensione, visto che la sua maggioranza ha nominato alla carica di difensore civico, ruolo che dovrebbe caratterizzarsi per terzietà e indipendenza, un uomo di partito già noto come collaboratore del senatore Pastore e che lo stesso presidente, in qualità di commissario, ha proposto la nomina di un condannato per ‘culpa in vigilando’ (Antonio Cicchetti, ndr) a vice commissario per la ricostruzione aquilana, solo per citare due casi che hanno suscitato perplessità e polemiche”.
Quindi, mentre spiega che non intende sindacare “le competenze professionali e le abilità manageriali del nuovo direttore generale della Asl teramana” e neppure esprimere “giudizi aprioristici e pregiudiziali”, essendosi limitato a riferire circostanze di cui è venuto a conoscenza “attraverso la consultazione di fonti pubbliche come Internet e gli organi di informazione”, chiede di sapere se Chiodi “sia a conoscenza dei fatti e delle circostanze riferiti o se ne abbia accertato la veridicità” e “se la procedura di nomina sia stata conforme alla normativa vigente in materia”.
DI ORIO: ”MERITATO RICONOSCIMENTO”
L’AQUILA – La notizia della nomina del professor Giustino Varrassi a direttore generale della Asl di Teramo è stata accolta molto favorevolmente all’interno dell’Ateneo aquilano, dove il professor Varrassi, ordinario di Anestesiologia, ricopre anche il ruolo di direttore del dipartimento di Scienze della salute e di presidente del Consiglio dei clinici.
“Una bella notizia – commenta il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio – che rappresenta un meritato riconoscimento per un collega competente e capace, che ha sempre dimostrato, nei diversi ruoli ai quali è stato chiamato dal nostro Ateneo, non comuni doti scientifiche e professionali, non disgiunte da qualità organizzative e manageriali”.
“Sono sicuro – continua il rettore – che anche in questo nuovo ruolo Varrassi saprà dare il suo importante contributo per corrispondere al meglio ai bisogni di salute della popolazione teramana ed anche abruzzese”.
“Rilevo, infine, con soddisfazione il fatto che sia stato scelto per il ruolo di direttore generale un collega universitario, individuando finalmente nell’Ateneo aquilano e, in particolare nella sua facoltà medica, quelle risorse e quelle competenze che sono in grado di contribuire, a diversi livelli di responsabilità e con diverse modalità organizzative, al miglior funzionamento di tutto il sistema sanitario abruzzese”.
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