L’AQUILA – Nuovo affondo nei confronti del presidente della Regione, Gianni Chiodi, da parte del centro sinistra sulla situazione del debito sanitario. Il senatore Idv Alfonso Mascitelli ha annunciato un’interrogazione parlamentare, mentre il consigliere regionale Pd Franco Caramanico ha invitato il governatore “a tirare fuori le carte”. La Uil, invece, ha chiesto che sui conti della sanità venga attuata una “operazione verità”. Il vice presidente del Consiglio regioanale, Giovanni D’Amico, ha chiesto l’acquisizione dei verbali del tavolo di verifica presso il Ministero dell’economia.

In serata il presidente e commissario per la sanità ha dichiarato: “Appena renderemo noti i dati sul deficit sanitario l’opposizione dovrà chiedere scusa”. Pronta la replica del capogruppo Idv in Regione, Carlo Costantini, “Sulla sanità è Chiodi a doversi scusare”.

CHIODI: “NOI ABBIAMO I DATI IL CENTRO SINISTRA DOVRA’ CHIEDERE SCUSA”

L’AQUILA – “Non appena saranno resi noti i dati sul deficit sanitario regionale, l’opposizione non potrà che chiedere scusa a tutti i cittadini abruzzesi”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, e Commissario ad acta per la Sanità, Gianni Chiodi, replicando agli attacchi provenienti anche oggi da esponenti del centrosinistra

MASCITELLI ANNUNCIA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

L’AQUILA- “Mettere fine al balletto di cifre sul piano di rientro sanitario che sta mettendo a rischio per la regione Abruzzo l’attribuzione delle risorse finaziarie aggiuntive legate al fondo sanitario nazionale”.

Con questo intento il senatore Alfonso Mascitelli, capogruppo in commissione bilancio e segratario regionale dell’Italia dei Valori, lunedì presenterà un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Economia e della Sanità, chiedendo che venga fatta chiarezza sui numeri del deficit sanitario regionale.

“E’ gravissimo che nella nostra regione – aggiunge il senatore IdV –  si faccia della disinformazione e della mancanza di trasparenza gli strumenti per trasformare una gestione commissariale, vincolata da disposizioni di legge e limiti di mandato, in una conduzione solitaria, personalizzata e monocratica di un settore così delicato e complesso della vita dei cittadini”.

“Il problema  per l’Abruzzo – spiega Mascitelli –  è che il commissario Chiodi avrebbe dovuto provvedere entro il mese di giugno, in conformità del decreto legge n. 78, alla conclusione della procedura di ricognizione dei debiti, predisponendo un piano che individui modalità e tempi di pagamento. Nulla di tutto questo è stato fatto. Ad oggi le cifre dei nostri deficit sanitari sono sconosciute o quantomeno incerte e contraddittorie, tra quanto dichiara Chiodi in Abruzzo, e quanto dice la Baraldi a Roma, mettendo a rischio per la nostra regione, l’attribuzione in via definitiva delle risorse finanziarie legate al fondo sanitario nazionale.

“Inoltre la legge di stabilità, la vecchia finanziaria alla quale daremo il nostro voto contrario, al comma 50 prevede che la copertura del disavanzo sanitario relativo all’esercizio dell’anno 2010 avverrà mediante risorse di bilancio regionale sottratte ovviamente ad altri capitoli e da adottare entro fine anno.”
 

CARAMANICO, PD: “CHIODI TIRI FUORI LE CARTE”

L’AQUILA – “Mistificazioni e bugie”: così il consigliere regionale del Partito democratico, Franco Caramanico, bolla le dichiarazioni del governatore Gianni Chiodi a proposito dei debiti emersi al tavolo di monitoraggio sulla sanità tenutosi al Ministero dell’economia a Roma.

Per Caramanico “Chiodi farebbe meglio a mostrare le carte e a dire la verità sui reali responsabili di questo disavanzo che non può essere imputato alla gestione di centro sinistra. Vorrei ricordare al Presidente della Regione che l’azione di risanamento è iniziata proprio con la giunta Del Turco e con l’approvazione del Piano di Rientro”.

“Grazie agli interventi fatti in materia sanitaria dal centro sinistra, la Regione Abruzzo – afferma Caramanico – è riuscita a ridurre il deficit annuale che nel 2005 ammontava a 469 milioni di euro a 394 milioni di euro nel 2006, a 164 nel 2007 a 164 nel 2007, a 106 nel 2008, a 80 nel 2009. Sono dati incontrovertibili che hanno comportato l’apprezzamento per la Regione Abruzzo da parte del Ministero”.

“Nel 2010 registriamo invece un’inversione di tendenza, con un aumento pari a 68,9 milioni di euro, frutto della gestione del Commissario Chiodi.

“E d’altra parte – dice ancora Caramanico – se Chiodi ritiene di poterci smentire, lo invito a farlo in un confronto pubblico dove, dati alla mano possiamo valutare quello che e’ stato fatto dalla giunta Del Turco e quello che e’ stato fatto dalla giunta Pace”.

“Invece che insistere con le menzogne – aggiunge il consigliere regionale – Chiodi farebbe meglio a sollecitare le Asl a completare la certificazione dei debiti e ad accelerare sulla rendicontazione. Ma evidentemente è più comodo scaricare le responsabilità sugli altri piuttosto che assumersele”.

LA UIL CHIEDE UNA ”OPERAIZONE VERITA”’

L’AQUILA – “Se le indiscrezioni trapelate sugli esiti del tavolo di monitoraggio nazionale sui conti della Sanità abruzzese saranno confermate, abbiamo davanti un quadro desolante, che frustra le nostre aspirazioni di tirarci fuori dal disastro dei conti pubblici regionali e dalla crisi”. È quanto si legge in una nota firmata dalla Uil che aggiunge:

“È sconcertante che dopo tanto monitoraggio nazionale e regionale, con ben due piani varati da due Giunte Regionali e dopo due commissari, non abbiamo ancora un censimento definitivo dello stato delle cose, pre-condizione conoscitiva necessaria per risanare, e siamo esposti a sempre nuove scoperte di ulteriori voragini finanziarie. È indispensabile un’operazione verità che certifichi una volta per tutte l’entità, le cause e le responsabilità di questi dissesti”.

“È inoltre necessario aprire il confronto su come pensiamo di affrontare il federalismo incombente, perché è evidente che, al netto dei gravissimi fenomeni di corruzione, una motivazione che è stata alla base, negli anni passati, delle inaccettabili distrazioni di risorse, dal fondo sanitario ad altri impieghi, è la scarsità di risorse proprie della nostra regione e la debolezza delle entrate, un problema strutturale che richiede che inventiamo soluzioni nuove e serie, visto che i trucchetti ci hanno solo affossato. La Sanità nella nostra regione per anni ha ricevuto meno del dovuto e ha speso più del dovuto, una situazione peculiare dell’Abruzzo, che in questo si distingue dalle altre regioni in extra-deficit sanitario, che hanno fatto debiti ma non distrazioni. Le Istituzioni regionali, gli schieramenti politici, il governo regionale e le opposizioni, le parti sociali, tutti devono misurarsi con questi problemi, decisivi per il nostro futuro”.

“C’è ora nuovamente il rischio di dover dirottare un altro pezzo di FAS, dallo sviluppo al tamponamento del deficit, mentre è rimasto sulla carta l’impegno a definire un percorso per ripristinare la quota di FAS già prenotata per la copertura del precedente buco. La Vertenza Abruzzo è attuale quanto mai, e l’incontro con il Governo finalmente chiesto dal Presidente Chiodi è un passaggio cruciale. Tanto più inaccettabile è che le risorse per lo sviluppo che cerchiamo in tutti i modi di rendere disponibili si tramutino in ripiano della spesa corrente. Siamo allo snodo decisivo della vicenda dell’Abruzzo”.

D’AMICO: “CHIESTI I VERBALI DEL TAVOLO DI VERIFICA AL MINISTERO DELLA SANITA”’

L’AQUILA “Per fare un punto di chiarezza definitivo, visto che nella seduta della quinjt Commissione Consiliare del 17 novembre scorso la dottoressa Baraldi aveva dichiarato essere un diritto dei Consiglieri regionali la conoscenza dei verbali del Tavolo di verifica presso il Ministero dell’Economia, con nota di questa mattina ho chiesto alla stessa Dott.ssa Baraldi copia dei verbali della seduta di ieri del Tavolo di monitoraggio presso il Ministero, per una definitiva verifica di ciò che il Presidente Chiodi ci fa conoscere tramite dichiarazioni alla stampa”. Ad affermarlo è il vice presidente vicario del Consiglio regionale e consigliere del Pd, Giovanni D’Amico.

“Per quello che è a mia conoscenza, credo che non ci siano partite pendenti per la gestione del Servizio Sanitario Regionale nel 2006 e nel 2007, salvo che si proceda alla dismissione dei 101 milioni di patrimonio, cosa che non pare essere tra le priorità dell’attuale Giunta Regionale.
Le esposizioni finanziarie per il 2006 sono state compensate dal dottor  Redigolo per 52 milioni di euro con le maggiori entrate fiscali del 2006 e del 2007, per 115 milioni di euro con l’utilizzazione dei fondi per i progetti obiettivo del Ministero e per la parte restante di circa 30 milioni di euro con economie ed utilità nel corso della gestione del 2008 e del 2009. Il 2007 è totalmente compensato, salvo che si voglia procedere alla dismissione immobiliare. Ricordo, per la precisione, la legge regionale n. 35 del 2007 con la quale, a fine anno, dopo aver bloccato con una battaglia mia personale e dell’intera giunta regionale le famose leggi “omnibus”,  causa trasversale di tanti disastri del nostro bilancio regionale, furono definitivamente compensate  e riallineate tutte le dotazioni finanziarie per il Servizio Sanitario”.

“Per quello che riguarda gli anni 2004 e 2005, cioè per le Finanziarie approvate dalla Giunta Pace, vigeva l’abitudine di non iscrivere in bilancio per competenza il 100% delle risorse del Servizio Sanitario, ma solo il 95%, per poter destinare i circa 100 milioni di euro risultanti alle spese discrezionali ed alle stesse leggi ‘omnibus’ che hanno determinato l’esplosione del debito regionale. Tale grave violazione delle regole di bilancio è stata corretta dal 2007 e successivamente anche per il 2006”.

“A scanso di cattiva informazione, potrebbe intervenire un’ulteriore problematica: la Giunta Pace ha compensato nei primi anni le rate della cartolarizzazione, facendone carico ai fondi per il Servizio Sanitario. Tale operazione, anch’essa non legittima ma ugualmente corretta dal 2006, potrebbe determinare ancora per gli anni 2004 e 2005 ulteriori risultanze negative al Tavolo di verifica del Ministero dell’Economia”.

“Tuttavia, il disavanzo non solo si evidenzia nel 2009 alla chiusura del piano di rientro, mentre nel dicembre 2008  Redigolo pubblicamente aveva prospettato  il raggiungimento del pareggio, ma prosegue anche nel 2010. Dunque, quello che il presidente Chiodi cerca ancora di nascondere è l’incapacità del suo Governo di portare a pareggio il Sistema Sanitario abruzzese, malgrado i tagli e la gestione accentrata in mano al Commissario. La responsabilità pubblica che compete al presidente richiederebbe, invece che arroccarsi, di aprirsi, come chiediamo, al confronto pubblico ed istituzionale, allo scopo di trovare una via d’uscita per l’Abruzzo”.

“Invece, il rimbalzare responsabilità che sono pure del passato, in una voragine aperta dal centrodestra tra il 2000 e il 2005, il non voler riconoscere la continuità tra le politiche di risanamento avviate tra il 2006 ed il 2007 e la necessità di continuare quel percorso ancora oggi, inducono il presidente Chiodi ad una gestione di facciata, ma sterile dal punto di vista del governo dei problemi. Finalmente, all’esito della lettura del verbale del Ministero, che è documento tecnico, gli chiederò un confronto, anche pubblico, per esaminarne i contenuti e confrontarci sulla soluzione dei problemi nell’interesse dell’Abruzzo”.

COSTANTINI: “SULLA SANITA’ E’ CHIODI A DOVERSI SCUSARE”

PESCARA – “Sulla sanità dopo 30 mesi è Chiodi a dover chieder scusa agli abruzzesi”.

Lo afferma il capogruppo regionale dell’Idv, Carlo Costantini, il quale sostiene che “é ormai scoperto e noto a tutti il giochino che Chiodi sta consumando sui conti della sanità a danno degli abruzzesi”.

“Da due anni e mezzo – sostiene Costantini – il Pdl esercita poteri assoluti sulla sanità in Abruzzo, ufficialmente con la motivazione di dover fare i conti, per poterli ripianare; praticamente per gestire in modo spregiudicato e clientelare il potere, senza doverne rendere conto a nessuno, a partire dal Consiglio Regionale”.

“Trenta mesi – prosegue Costantini – sembrano non essere bastati neppure a fare le sottrazioni e le addizioni e questo consente a Chiodi di disimpegnarsi in rivelazioni ‘a puntate’ di pezzi di debito, che di volta in volta dichiara di aver scoperto quasi per caso, solo pochi giorni prima. Dunque, Chiodi persegue, con questo stillicidio di rivelazioni ‘a puntate’, obiettivi diversi e ben lontani da quelli promessi ed attesi dai cittadini”.