L’AQUILA – Le Asl abruzzesi hanno pagato oltre 85 milioni di euro per i pazienti, che devono andare a curarsi in ospedali di altre regioni, ma il dato è in miglioramento.

In un quadro complessivo però non certo confortante,  dove il passivo del risultato di esercizio è lievitato, soprattutto per l’emergenza covid, dai 72.145.213 euro del 2021, ai 169.590.509 euro del 2022, e ad incidere sono state soprattutto le spese per personale e farmaci.

I numeri sono messi nero su bianco dalla Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo  della Corte dei conti, nella relazione dedicata alla sanità, che con un fabbisogno di  2.581.610.26 impone la spesa di gran lunga preponderante del bilancio.

La relazione è stata allegata al documento di Parificazione del rendiconto generale della Regione Abruzzo, per  l’esercizio 2022, che con le solite prescrizioni ha di fatto dato il disco verde all’attività di ricognizione di debiti e crediti da parte degli uffici regionali, finalmente allineata all’ultimo esercizio, dopo il recupero dell’arretrato che è stata la croce sia del governo di centrosinistra di Luciano D’Alfonso che di quello in carica dal 2019 del centrodestra di Marco Marsilio.

Il dato da cui partire è quello del debito complessivo della sanità regionale, ha sempre registrato un risultato d’esercizio negativo. Questi i dati aggiornati:  Asl provinciale dell’Aquila,  -70.449.118, Asl di Pescara -46.746.295 Asl provinciale di Chieti -27.368.376, Asl di Teramo -25.026.720.  Per un totale di -169.590.509.

Il passivo, commenta dunque la Corte dei Conti, peggiora nel suo complesso, passando da euro -72.145.213, del 2021, al dato provvisorio di euro -169.590.509, relativo al 2022.

A seguito di istruttoria, si legge nella relazione,  la Regione “si è riservata, comunque, di effettuare approfondimenti con le ASL, in relazione ai singoli valori in aumento, che saranno oggetto di
apposito esame in occasione del prossimo tavolo di monitoraggio”.

Le maggiori spese in aumento sono da riferire al personale per circa 22 milioni, ai prodotti farmaceutici per 33 milioni; ai beni e servizi per 16 milioni, alla farmaceutica convenzionata 5 milioni; alle prestazioni da privato, 10 milioni.

Oltre a detti incrementi la voce che incide maggiormente sui costi è costituita dal saldo in peggioramento della gestione straordinaria per circa 62 milioni di euro.
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La sezione invita dunque la Regione “ad attuare una migliore gestione strutturale del sistema sanitario regionale, orientando l’attività a condizioni di migliore efficienza ed appropriatezza nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza, nel rispetto dell’equilibrio economico e in coerenza con le risorse disponibili a legislazione vigente, poiché, da quanto si evince dai dati relativi al risultato d’esercizio, risulta comunque un livello strutturale di costi non compatibile con la sostenibilità del SSR, che pur registra nell’ultimo quinquennio un progressivo aumento dei finanziamenti.

Veniamo dunque al tema della mobilità passiva e attiva, ovvero alla necessità dei pazienti a abruzzesi di curarsi in altre regioni, e per la Regione poi di pagare ad altre asl non abruzzesi le prestazioni.

La Corte dei Conti  osserva, anche per l’esercizio in esame, come per il precedente, un risultato negativo, determinato dalla prevalenza delle voci di debito rispetto a quelle di credito.

Le Asl hanno incassato per la mobilità attiva dei pazienti venuti a curarsi negli ospedali abruzzesi  79.769.762 euro. Ma, dall’altra parte, ha dovuto pagare le prestazioni offerte ai pazienti abruzzesi che sono andati a curarsi fuori regione, per 165.454.069

Il saldo negativo, il dato che conta in termini di salute del bilancio è di -85.684.307 euro

Tuttavia, nel complesso, si apprezza un trend positivo: nel 2020 si era a -102.348.542,  nel 2021
-93.614.912,  per scendere appunto nel 2022 a -85.684.307.

Per quanto riguarda la Asl provinciale aquilana nel 2018 il saldo era addirittura positivo, di 12.039.407 poi è andato man mano riducendosi per arrivare al segno meno nel 2021, di 235.382 euro, e nel 2o22 è a meno 3.855.372

La Asl provinciale di Chieti ha un saldo negativo di 31.936.701, che cala rispetto al 2021 quando era di 34.895.909.

Alla Asl di Pescara il saldo negativo è di -13.274.376 fortemente diminuito rispetto a -23.660.603 del 2021.

Alla asl di Teramo, il saldo negativo è il più alto, di -38.733.312 ma va osservato che il dato è in diminuzione dal 2019, quando era di ben 51.534.560, e rispetto al 2021 con 39.325.125.

Per quanto attiene ai dati sulla mobilità intraregionale, ovvero tra una provincia abruzzese e l’alttra, si osserva che solo la ASL di Pescara, in continuità con gli esercizi precedenti, registra un saldo positivo (euro 66.070.827), in aumento rispetto al 2021 (euro 62.971.791). Le altre Aziende registrano saldi negativi, che per la ASL Lanciano-Vasto-Chieti e la ASL Avezzano-Sulmona-L’Aquila peggiorano rispetto al 2021 (da euro -28.718.359 ad euro -33.114.050, per la prima; da euro -12.148.937 ad euro – 15.920.888, per la seconda), mentre per la ASL di Teramo, seppur negativo, il saldo risulta essere in miglioramento, passando da euro -22.104.495, nel 2021, ad euro -17.035.889, nel 2022

Quello della mobilità, sottolinea la Corte dei conti, è “un aspetto di assoluta rilevanza, che ha come possibile cause, scrive la Corte dei Conti,   rientrano l’offerta qualitativa, nei casi in cui la scelta è legata alla ricerca di prestazioni considerate di migliore livello, e le esigenze pratico-logistiche, collegate al tentativo di ridurre al minimo i disagi correlati alle cure, od anche da necessità dettata dall’assenza delle prestazioni richieste nella zona di residenza o dalla lunghezza delle liste di attesa”.

E aggiunge, “per il sistema sanitario il fenomeno della mobilità è di notevole rilevanza anche dal punto di vista finanziario in quanto, agendo sul versante del consumo o su quello della produzione, comporta costi per le regioni con mobilità passiva e ricavi per le regioni con mobilità attiva”.