L’AQUILA – Saranno 60 le coppie aquilane che trascorreranno il giorno di San Valentino, la festa degli innamorati, con Papa Francesco.

Si troveranno all’ombra del Cupolone, a Roma, tra gli oltre 20 mila fidanzati di tutto il mondo che parteciperanno all’udienza di Bergoglio per celebrare insieme “la gioia del sì per sempre”.

“Essendo un giorno infrasettimanale non ci aspettavamo una partecipazione così grande. All’inizio l’evento doveva svolgersi nell’aula Paolo VI in Vaticano, ma vista la grande affluenza ci ritroveremo tutti in piazza San Pietro”, spiega l’organizzatore della giornata, l’aquilano Bruno Cotellessa.

L’iniziativa, promossa dal Pontificio consiglio per la famiglia, è rivolta a tutti i fidanzati che hanno frequentato, o stanno vivendo, i percorsi di preparazione al matrimonio, tutte le coppie che partiranno dall’Aquila, infatti, si sposeranno entro la fine dell’anno.

“La giornata è organizzata fin nei minimi dettagli – afferma Cotellessa – La partenza è alle ore 7, per arrivare in orario a piazza San Pietro che verrà aperta alle ore 9. L’incontro con Bergoglio inizierà alle ore 11 e finirà per ora di pranzo, uno spuntino veloce sotto il colonnato e poi una sorpresa per i nostri ragazzi”.

I fidanzati, infatti, non sanno che la loro giornata speciale continuerà anche nel pomeriggio.

Le coppie aquilane saranno accompagnate nella chiesa di Santa Maria Maggiore, una delle quattro basiliche papali di Roma, dove Francesco si è recato il giorno successivo la sua elezione.

“I ragazzi – spiega Cotellessa – parteciperanno a una catechesi sulla famiglia cristiana, successivamente verranno divisi in gruppi di 20 persone e avranno la possibilità di pregare nella cripta che ospita la Sacra Culla: un reliquiario dove vengono custoditi i preziosi frammenti del legno della celebre mangiatoia che accolse Gesù Bambino”.

Il ritorno è previsto in serata.

“E durante il rientro, sul pullman – conclude Cotellessa – ci sarà un momento importantissimo: ogni partecipante racconterà le sensazioni della giornata, la condivisione delle proprie emozioni è fondamentale in esperienze come questa”.