L’AQUILA – Alleati di governo, antagonisti a livello locale, Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno trascorso la domenica in Abruzzo per la campagna elettorale in vista delle regionali del 10 febbraio prossimo.

“Tra qualche settimana vedremo se i cittadini sceglieranno la concretezza della proposta dei nostri candidati alle Regionali in Abruzzo. Sento dall’aria che la Lega governerà e questa terra sarà liberata”, ha detto il leader della Lega a Vasto (Chieti), durante l’incontro a sostegno del candidato presidente Marco Marsilio, in una giornata convulsa per la coalizione di centrodestra, iniziata la mattina a Pescara, dove l’aspirante governatore ha aperto la campagna elettorale un affollatissimo padiglione Becci del Porto turistico. 

In migliaia hanno accolto il vice premier prima a Vasto e poi a Lanciano (Chieti), dove è arrivato nel tardo pomeriggio.

“I cittadini – ha spiegato Salvini – mi chiedono più sanità, più strade, più lavoro e più sicurezza. Con al governo la Lega gli ospedali si aprono e non si chiudono, le strade invece di dimenticarle le sistemiamo, mentre su sicurezza e lavoro stiamo lavorando da sette mesi. Sento che c’è voglia di cambiamento. Sotto l’acqua o sotto la neve l’Abruzzo mi regala grandi emozioni e per tutto questo vedrò di ripagarlo con i fatti”. 

“Partecipo per vincere – ha aggiunto – e penso che il 10 febbraio vinceranno gli abruzzesi, il Pd e la sinistra rimarranno a casa, i 5 Stelle non governeranno niente e quindi toccherà a noi farlo”. 

“Io non voglio essere complice di chi compra armi e droga con i soldi degli scafisti. E sui migranti ho intenzione di andare avanti così. E non cambierò di una virgola, possono anche insultarmi, e possono anche schierare Fazio, Saviano, Baglioni ed Heather Parisi. A me non interessa”, ha agiunto il ministro dell’Interno a Vasto, commentando un cartellone esposto tra la gente sul quale c’era scritto “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

“A chi espone quel cartello dico è esattamente quello che faccio – ha spiegato – e in Abruzzo il prossimo mio sono prima di tutto gli abruzzesi e gli italiani. Pensa un po’ come siamo strani e che gente strana c’è in Lega. E chi il 10 febbraio a Vasto voterà per la Lega dico che darò una casa popolare prima agli italiani. Se c’è un posto di lavoro lo do prima a un italiano, se c’è un bonus bebè lo do prima a un italiano”. 

A Lanciano, il leader della Lega, parlando del fenomeno migratorio ha detto: “Bisogna mettere in galera gli scafisti. Devono avere la certezza che i porti italiani sono chiusi: è l’unico modo per salvare vite umane. L’anno scorso di migranti ne sono arrivati di meno e ne sono morti di meno”.

Da Avezzano (L’Aquila), invece, Di Maio, che ha partecipato a un evento assieme alla candidata presidente Sara Marcozzi, ha puntato l’indice contro chi ha governato la Regione fino ad oggi: “In Abruzzo prima di tutto dobbiamo mandare a casa quelli che per anni hanno utilizzato questa regione e i suoi servizi come bancomat”. 

“Fateci andare al governo in questa regione e taglieremo fino all’ultimo soldo di quello che non serve e li mettiamo dove serve – ha specificato il ministro – a Roma abbiamo recuperato i soldi per quota 100 e il reddito di cittadinanza tagliando mezzo miliardo alla spesa militare, aumentando le tasse al gioco d’azzardo, alle banche e alle assicurazioni e riducendoli all’imprese, facendo così noi riusciremo a rilanciare anche i settori industriali e aziendali; per quanto riguarda l’agricoltura credo che la tutela della made in Italy deve essere al centro e a riguardo in questa settimana approveremo una norma che obbliga tutti i prodotti agricoli ad essere etichettati per provenienza che vuol dire che nessuna multinazionale potrà più venire a vendere il falso made in Italy”. 

“Le banche e la politica sono sempre andate a braccetto, una banca in teoria non dovrebbe fallire mai ma se invece in questi anni i partiti politici si sono impossessati delle banche e prestavano soldi ai De Benedetti di turno e ai Tronchetti Provera di turno e quelli non li restituivano è logico trovare dei buchi”, ha dichiarato il vice presidente del Consiglio dei ministri 

“Prima di colmare i buchi – ha spiegato – dobbiamo sospendere il 30% dello stipendio dei banchieri che hanno ridotto così le banche e dividere le banche di speculazione dalle banche che investono nell’economia reale”.

“Assumeremo subito 10 mila navigator, che sono i tutor del reddito di cittadinanza. Li assumeremo subito, faremo dei colloqui, con l’impegno di stabilizzarli con un contratto che riguarda la collaborazione con l’agenzia nazionale per le politiche attive per il lavoro (Anpal)”, ha aggiunto.

“Queste 10 mila assunzioni che si divideranno in quattromila per le regioni e seimila per lo Stato centrale – ha specificato il Ministro – ci consentiranno di gestire le assunzioni nelle aziende di chi prende il reddito, ma anche di aprire un’azienda perché chi prende il reddito e apre un’azienda ha sei mesi per 780 euro di assegno per avviare la propria azienda”.