L’AQUILA – La Gran Sasso Acqua Spa sarà salvata. Questa la promessa del Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso e del Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, durante l’inaugurazione della nuova sede della società che gestisce il ciclo idrico dell’aquilano.
La struttura, realizzata dal Gruppo Edimo dell’Aquila, è la prima opera pubblica ad essere costruita dopo il terremoto. Al taglio del nastro, questa mattina, erano presenti anche il presidente dell’Azienda, Amerigo Di Benedetto, il vice di Bertolaso, Franco Gabrielli, il nuovo prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato ed il sindaco, Massimo Cialente.
“La realizzazione della nuova sede – afferma Di Benedetto – è il segno tangibile della buona amministrazione dell’Ente, un traguardo raggiunto in tempi brevi, nonostante il terremoto. Occorre ora uno sforzo per salvare l’Azienda”.
La Gran Sasso Acqua è infatti in grave difficoltà. A fronte di un costo di gestione che si aggira intorno ai 10 milioni di euro annui, le entrate sono di circa il 50% in meno. I 5 milioni di deficit riconducibili alla mancanza di utenza a seguito del sisma del 6 aprile. 36 i comuni che fanno parte della Società, con l’Aquila capofila che, prima del terremoto, garantiva da sola il 47% delle stesse utenze.
“Si deve iniziare un discorso nuovo. – continua Di Benedetto – Entro il 30 giugno l’assemblea dei soci dovrà approvare il bilancio, a fronte di un fatturato dimezzato. Un ringraziamento va alla Protezione Civile che, con propri fondi, è riuscita a tamponare le prime difficoltà. Ma adesso occorre un intervento diretto delle Istituzioni”
La proposta arriva dal presidente Chiodi che suggerisce l’intervento diretto dello Stato: ”La nostra proposta è quella di tre anni di affiancamento, con l’affidamento della direzione del controllo di gestione al Ministero dell’Economia”.
Il problema della Gran Sasso – afferma Bertolaso – si risolverà. Questo territorio ce la può fare. Siamo tutti determinati e decisi a risolvere la situazione. Essere qui all’inaugurazione e il segnale forte della nostra volontà di andare avanti, anche dopo questa giornata“.
DI BENEDETTO: ”LA NOSTRA E’ UN’AZIENDA SANA”
“Vogliamo salvare ciò che è stato fatto finora. La società partecipata da 36 comuni, tutti del cratere, è sana. È una struttura pubblica che deve purtroppo affrontare diversi problemi, legati al calo del fatturato e all’impossibilità di realizzare un piano industriale di rilancio. C’è la necessità dell’intervento del Governo. Abbiamo bisogno di risposte immediate.”
CHIODI: ”GSA FIORE ALL’OCCHIELLO DEL TERRITORIO”
Chiodi: “Prima di affrontare il problema della Gran Sasso Acqua, ho voluto capire quale era stato il lavoro svolto fin qui dall’amministrazione. L’Azienda è condotta benissimo. I complimenti vanno a chi ha gestito la Società, fiore all’occhiello di tutto il territorio. In analoghe situazioni mi sono trovato di fronte a contesti ben più disastrati. L’azienda dovrà essere supportata da un finanziamento dello Stato. Faremo di tutto per salvare la società. La gestione del sistema idrico abruzzese è stata portata avanti in modo fallimentare. Se ci sarà una gestione più oculata, saremo i primi ad esserne contenti“
BERTOLASO: ”VENIRE ALL’AQUILA PER CAPIRE QUANTO E’ STATO FATTO”
“Le gravissime difficoltà delle ore successive al terremoto le abbiamo risolte con un sostanzioso contributo che la Protezione Civile ha fornito alla Gran Sasso Acqua. Adesso spetta alle autorità locali capire come risolvere il problema. L’azienda è una risorsa fondamentale per l’Aquila, da tutti i punti di vista. Bisogna venire all’Aquila per capire quello che è stato fatto dopo il sisma. Il mio appoggio a questo territorio ci sarà sempre.”
L’IMPREVISTO: IL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE BLOCCATO IN ASCENSORE
Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è rimasto bloccato per qualche minuto in un ascensore della nuova sede della Gran Sasso Acque, società che gestisce il ciclo idrico integrato nell’Aquilano.
Bertolaso era intervenuto per l’inaugurazione della nuova struttura, primo edificio pubblico realizzato dopo il terremoto, anche se l’opera era stata programma prima del sisma. Il problema si e creato – come ha sottolineato il presidente della Gran Sasso Acque Spa, Americo Di Benedetto – perche’ è stato superato il peso massimo trasportabile.”
Il gruppo, tra cui la scorta del capo della Protezione Civile, e’stato “liberato” dalla polizia. “La polizia lavora per lo Stato, e’ intervenuta ed ha fatto un buon lavoro – ha scherzato Bertolaso, il quale sorridendo ha commentato con altrettanta ironia che se fosse stato un sabotaggio, “allora lo avrebbero dovuto fare prima”.
Poi, parlando nel corso dell’inaugurazione della nuova sede, Bertolaso ha ironizzatob ancora sul fatto che per ottenere il sostegno di 5 milioni di euro chiesto dalla Gran Sasso Acque per ripianare il bilancio, alla luce dei mancati introiti dovuti al terremoto, “mi dovevate minacciare di non aprire l’ascensore se non avessi dato i soldi per risolvere la situazione”.
IN SELLA FINO A FINE ANNO
“Adesso andiamo avanti con Franco Gabrielli, che e’ uno straordinario personaggio, quindi lavoreremo insieme per un certo periodo, vediamo poi cosa succede in giro per l’Italia”. Cosi’ il capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, ha risposto all’Ansa sulla previsione di rimanere in sella fino a fine anno. Bertolaso dal 15 maggio scorso e’affiancato dal nuovo vice capo, Franco Gabrielli, ex prefetto dell’Aquila.
LA QUESTIONE-CITTADINANZA ONORARIA
“Il Consiglio comunale e’ padrone delle decisioni e delle scelte che fa, poi pero’ quando vado in giro per l’Aquila, vado allo stadio, vado a trovare amici cari che ho qui o vado a controllare alcune situazioni, trovo sempre una risposta davvero commovente”- afferma Bertolaso – commentando a margine dell’inaugurazione, il fatto che nelle passate settimane il consiglio comunale dell’Aquila abbia bocciato la proposta per attribuirgli la cittadinanza onoraria. “A me questo importa, l’affetto della gente, non mi importa quello che decide la politica – ha concluso – ma quello che vuole il cittadino”.
”LA BUROCRAZIA NON SIA UN OSTACOLO”
“La burocrazia non deve essere un alibi a non andare avanti e continuare se non con lo stesso passo nostro, comunque, con i tempi a cui hanno diritto gli aquilani”.
“Il passaggio di consegne purtroppo – continua Bertolaso – crea sempre un contraccolpo. Noi siamo abituati a lavorare nel cosiddetto tempo reale quindi se qualcuno mi fa una domanda, io dopo pochi istanti gli do’ una risposta.
Ma questo è il nostro mestiere perche’ non possiamo perdere tempo, traccheggiare, fare conferenze di servizi, assemblee e quant’altro – ha spiegato -. E’ ovvio che passata la prima fase occorre maggiore condivisione, bisogna esaminare meglio le carte e per forza dare un po’ piu’ di spazio alla burocrazia, ma da qui a bloccare tutto ovviamente ce ne vuole”.






