L’AQUILA – Bisognerà aspettare ancora per l’atteso e controverso rifinanziamento dell’Istituzione sinfonica abruzzese, sull’orlo della bancarotta, da 800 mila euro in due tranche. Una cosa è certa, dopo il passaggio del provvedimento domani in prima commissione bilancio, la partita slitterà alla prossima settimana, e la partita non sarà chiusa giovedi prossimo in consiglio.

E i tempi li detta Abruzzo civico, per voce del consigliere Mario Olivieri, che assieme al collega neo assessore Andrea Gerosolimo e al democrat Luciano Monticelli, hanno di fatto impedito finora il rifinanziamento, considerato una norma ad hoc che tagliava fuori le altre istituzioni culturali in crisi.

“La strada è spianata”, assicura  Olivieri,  il voto a favore di Abruzzo civico è cioè assicurato, ma a precise condizioni: un patto chiaro con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, per arrivare all’immediata approvazione di una legge quadro sul finanziamento della cultura, e l’approvazione, prima  della norma salva Isa, della legge “anti-ostruzionismo”, o “legge tagliola”, apovata oggi in commissione accogliendo porposte del centrodestra.

“In queste ore stiamo modificando il regolamento dei lavori del consiglio – ricorda – maggioranza e parte dell’opposizione hanno trovato un accordo. Noi di Abruzzo civico e Monticelli ci siamo impegnati a elaborare una proposta di legge che dia finalmente pari dignità a tutte le istituzioni culturali abruzzesi, per far si che non ci sia più bisogno di provvedimenti spot”.

Ne consegue che il “salva-Isa”, che farà un passaggio domani in prima commissione bilancio, poi dovrà attendere per il secondo passaggio in quarta Commissione, politiche europee.

“Per questo giovedi c’è il consiglio e quarta commissione non ci sarà – spiega Olivieri – sarà convocata per giovedi 8 ottobre, e a quel punto la norma relativa all’Isa sarà pronta per l’approvazione”.

Informato dell’ulteriore prolungamento dei tempi, visto che la speranza era quella di chiudere entro questa settimana  la partita, il presidente dell’Isa Antonio Centi non l’ha però presa affatto bene.

“Forse non si rendono conto in consiglio – protesta Centi – che stiamo fermi da 40 giorni, il tempo è diventato preziosissimo. Siamo un orchestra nazionale che per ottenere i finanziamenti del Fus dobbiamo rispettare precisi obblighi, fare ad esempio 99 concerti l’anno, e ripeto, è più di un mese che finiti soldi non possiamo più fare concerti”.

“È assolutamente urgente– aggiunge Luisa Prayer, nuovo direttore artistico dell’Isa –  la definizione del provvedimento a favore dell’Isa, poiché abbiamo l’obbligo di definire al più presto la programmazione dell’ultimo trimestre dell’anno, che dovrà consentirci di mantenere gli standard richiesti dal Ministero per l’assegnazione dei fondi Fus. Occorre dunque ripartire assolutamente nel giro di pochi giorni. Confidiamo che l’intero consiglio regionale accolga il nostro appello per una immediata definizione del provvedimento  in corso, senza rinvii. Siamo allo stesso tempo solidali – tiene poi a sottolineare Prayer – con tutto il comparto cultura e dunque auspichiamo una rapida emanazione della di una normativa di settore e che il fondo per la cultura dell’anno 2015 possa far fronte alle aspettative di tutti i soggetti attivi sul territorio”.

C’è infine un ombra che si allunga nel patto del “do ut des” – norma salva Isa contro legge quadro sulla cultura – prefigurato da Olivieri: mancano i soldi per assicurare la copertura economica della legge quadro.

Servirebbero svariati milioni di euro, per rimpinguare e subito le casse delle tante istituzioni culturali in crisi, e che rivendicano pari dignità,

Pur grattando il fondo del barile i tecnici della Regione pare siano riusciti a trovare non più di un milione di euro tra  le pieghe di bilancio.