PESCARA – La provincia di Pescara è la seconda più sana d’Italia, sul podio assieme a Bolzano, prima, e Nuoro, terza.
Lo stabilisce la ricerca l’”Indice della Salute” del Sole 24 Ore, che ha preso in considerazione ben 12 indicatori. In medio-alta classifica anche la provincia di Chieti, al 44° posto su 107 province italiane.
Livelli di salute media più bassi invece per la provincia dell’Aquila, al 59° posto, che però è in fondo alla classifica per emigrazione sanitaria.
Fanalino di coda tra le province abruzzesi è quella Teramo, in bassa classifica all’ 82° posto.
Tra le grandi città, per la cronaca, Milano e Firenze sono le uniche a comparire nella top ten. Ultime in classifica in Italia, le province di Rovigo, Alessandria e Rieti.
La performance delle province abruzzesi è stato salutato con entusiasmo dal sindaco di Pescara Marco Alessandrini, mentre il primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, osserva che la ricerca non fa che confermare il gap delle aree interne, rispetto a quelle della costa, in termini di politiche e investimenti in materia sanitaria
Il risultato finale della classifica, è la media dei punteggi ottenuti in tre aspetti fondamentali della salute: performance demografiche registrate negli ultimi anni (ad esempio, l’incremento della speranza di vita alla nascita); fenomeni socio-sanitari (come la mortalità annua per tumore e per infarto e il consumo di farmaci); livelli di accesso ai servizi sanitari (dall’emigrazione ospedaliera alla disponibilità di posti letto e di medici).
Approfondendo i vari parametri presi in considerazione, si scopre che la buona performance della Provincia di Pescara, è meritata il basso tasso di morti per tumore, (23° posto in Italia), per il basso tasso di consumo di farmaci per asma (29°) e ipertensione (7°), Per l’alto numero di medici di base (6°), in base alla popolazione, e ancor di più di pediatri (5°) e di geriatri (22°).
Chieti eccelle per numero di geriatri, quarta in Italia, e anche per numero di pediatri, dodicesima.
Teramo deve la sua cattiva performance ad esempio per il basso numero di geriatri, terz’ultima in Italia, con risultati da bassa classifica, e soprattutto per l’altissima emigrazione ospedaliera, la famosa mobilità passiva, dove Teramo è al 101° posto, con 24,1 per cento di residenti che si sono andati a curare fuori l’Abruzzo.
Ma da questo punto di vista fa molto peggio, come accennato, la provincia dell’Aquila, penultima in Italia con 26,2 per cento dimissioni .
Le cose non vanno meglio nemmeno in Provincia di Chieti, al 89° posto per emigrazione ospedaliera. Pescara è invece a metà classifica, al 69° posto.
“Lontananza fisica e scarsa disponibilità di medici sono due delle cause che portano all’emigrazione ospedaliera – si legge nell’introduzione del rapporto -. che costringono a farsi curare lontano da casa. Il fenomeno, come dimostrano le ultime dieci classificate, interessa principalmente le province del Centro (Abruzzo, Lazio) e Sud (Basilicata, Calabria e Molise)”.
Focus merita infine l’indicatore “Aumento speranza di vita”, ovvero l’incremento dell’età attesa alla nascita, dal 2002 al 2007: prima in Abruzzo è la provincia dell’Aquila, al 35° posto, con 2,8 anni di incremento atteso, Pescara (63°), con 2,5 anni, a seguire la provincia di Chieti (85°), 2,1 anni,e infine Teramo al 90° posto, con due anni tondi.



