L’AQUILA – “In Abruzzo abbiamo circa 3.500 ictus ogni anno, è riscontrato uno dei tassi di incidenza più alti al mondo con 280, 290 casi per 100 mila abitanti. Significa che nella provincia dell’aquila circa 900 persone l’anno vengono colpite da questa patologia”.

A fornire i numeri è Carmine Marini, docente di neurologia all’Università dell’Aquila e reponsabile stroke unit dell’Ospedale di Avezzano (L’Aquila), nonché fondatore di quella dell’Aquila, durante la conferenza stampa per la giornata mondiale dell’Ictus Cerebrale al Conservatorio “A. Casella”, nel capoluogo abruzzese.

“Attualmente il più importante studio epidemiologico sull’incidenza dell’ictus al mondo è stato fatto nella provincia dell’Aquila – spiega Marini – ed è stata riscontrata un’incidenza così alta perché abbiamo una popolazione piuttosto invecchiata”.

Sono cinque le stroke unit, centri specializzati nella cura degli ictus cerebrali, nella nostra regione, “è una rete abbastanza ricca e ben distribuita, ne abbiamo una all’Aquila, una ad Avezzano, una a Teramo, Pescara e Lanciano (L’Aquila). Non è ancora attivata a Chieti, ma speriamo di poterla attivare presto”, conclude Marini.

“Ci sono due tipi di ictus: ischemico e emorragico – spiega il responsabile stroke unit Ospedale San Camillo di Roma, Claudio Pozzaessere – il primo è dovuto all’occlusione di un’arteria cerebrale e lo troviamo nell’80 per cento dei casi, il secondo, invece, è molto più grave, è dovuta alla rottura dell’arteria; capita l’altro 20 per cento delle volte”.

Paralisi, debolezza, formicolio al viso o alle braccia, visione annebbiata o oscurata, difficoltà a pronunciare parole o di comprensione, perdita dell’equilibrio o vertigini, questi i sintomi che possono precedere un ictus.

“L’ictus è un’emergenza, nel caso in cui ci si accorge dei campanelli d’allarme si deve chiamare immediatamente il 118 o recarsi in ospedale. Se preso in tempo è curabile”, ricorda il medico.

Presente alla conferenza anche Paolo Binelli, presidente di Alice Italia Onlus, acronimo che sta per Associazione per la lotta all’ictus cerebrale.

“Sono 19 le regioni che hanno aderito ad Alice, ce n’è una in tutte le regioni d’Italia, con una maggiore presenza al Nord rispetto al Sud”.

“Il nostro scopo è quello di dare informazioni – puntualizza il presidente – perché da un’ndagine effettuata due anni fa, meno del 50 per cento degli italiani sa cos’è, altri non sanno quali sono i sintomi. Meno di 10 milioni di persone, invece, non sanno che esistono centri specializzati e non sanno che se vengono portati nelle stroke unit entro le 4 ore dall’inizio dei sintomi ci si può salvare”.

Concludendo, Binelli lancia un allarme, ed è quello più preoccupante per il nostro Paese: “non si deve pensare che l’ictus sia una malattia che colpisce solo gli anziani, i giovani colpiti sono in repentino aumento. Nei Paesi in via di sviluppo il 19 per cento delle persone che ha un’ictus ha un’eta inferiore ai 45 anni e solo in Italia sono circa 200 mila ogni anno”.

“Ma per prevenire un ictus abbiamo un ottimo alleato: la dieta mediterranea. Un bicchiere al giorno di vino, insieme a 7 grammi di cioccolato fondente, possono essere la nostra salvezza”, conclude.