L’AQUILA – “Privilegiare la sicurezza rispetto alla ricostruzione a tutti i costi del ‘vecchio’. Anche perché un edificio che ha 50 anni non è per forza da considerare come il Colosseo”.
Lo afferma l’ingener Alessandro Martelli, presidente dell’associazione Glis, a margine del convegno sulle iniziative parlamentari sulla prevenzione sismica e sull’incentivazione dell’uso delle moderne tecnologie che si è tenuto questa mattina al Salone della Ricostruzione dell’Aquila.
Secondo l’ingegnere, all’Aquila si sta in parte ricostruendo in sicurezza, ma si può fare di più. “Certamente ci sono molti edifici sicuri, più di 100 sono stati ricostruiti o riparati con tecniche innovative. Servirebbe però più attenzione al discorso della prevenzione, innanzitutto chiarendosi le idee se sia possibile ricostruire com’era”.
“I requisiti del restauro spesso impediscono la sicurezza – ha aggiunto – bisogna quindi scegliere gli edifici storici che vanno effettivamente protetti e su questi spendere denaro intervenendo con tecnologie moderne. Il vecchio andrebbe demolito, a mio avviso”.
Il tema della prevenzione, a livello nazionale, “è una chimera – ha sottolineato – Secondo un’indagine parlamentare del 2012 sulla sicurezza che ha promosso la mia associazione, il 70-80% del costruito, scuole e ospedali inclusi, non è in grado di resistere a terremoti che potrebbero verificarsi”.
Tra le tecnologie che verranno presentate al Salone, c’è anche la “stanza antisismica”, una cella che permette una protezione totale da inserire all’interno di un edificio. (e.m.)






