L’AQUILA – È un’aria di rinnovamento, tecnologia, rinascita e voglia di crescere quella che si respira nell’enorme padiglione espositivo, 8000 metri quadrati all’interno dell’ex fabbrica dell’Agriformula nel nucleo industriale di Caselle di Bazzano, del “Salone della ricostruzione” inaugurato questa mattina e che si concluderà sabato prossimo. Restauro, innovazione, green economy sono i pilastri della kermesse nazionale promosso da Ance Abruzzo e dall’agenzia di comunicazione Carsa.
230 espositori provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, 300 stand, 40 convegni: sono solo alcuni dei grandi numeri messi in campo per l’importante evento fieristico inaugurato questa mattina dal presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, alla presenza di esponenti del mondo imprenditoriale e industriale, politico e produttivo abruzzese. Assente il Comune dell’Aquila al convegno inaugurale, nonostante la presenza tra i padiglioni dell’assessore alle attività produttive Marco Fanfani che però non ha preso parte ai lavori del confronto pubblico.
“L’evento – ha spiegato Chiodi – rappresenta simbolicamente l’inizio della ricostruzione ‘percebile’, dove è assente la politica e i protagonisti sono le aziende, i materiali e tutti gli attori per la ricostruzione”.
“Ognuno deve fare la sua parte e rimboccarsi le maniche. Ci sono tutte le condizioni per partire, come norme e prezzi. Senza la fase di messa in sicurezza e di progettazione non sarebbe stato possibile procedere all’apertura dei cantieri, ma ora si può”, ha detto il commissario prima dell’inizio del convegno.
“Il salone è sicuramente un evento ‘business to business’, ovvero per le aziende, ma è rivolto soprattutto ai quei cittadini e poter usufruire di almeno una tra le ‘mille idee per tornare a casa’ (slogan della manifestazione, ndr) ha spiegato Roberto Di Vincenzo, presidente di Carsa srl”.
L’iniziativa promossa da Ance Abruzzo e Carsa srl è realizzata in partnership con Bolognafiere-Siae, Verona Fiere, Maromacc, Samoter, Legno&edilizia, Gbc Italia e Consorzio Isea.
L’Aquila e i comuni colpiti dal sisma rappresentano un grande laboratorio in cui sperimentare tecnologie e materiali innovativi per coprire tutte le esigenze di una ricostruzione ecosostenibile e sicura: un appuntamento, primo e unico in Italia, che “ha coinvolto tantissime persone per l’organizzazione, ognuna delle quali va ringraziata per quanto sarà possibile vedere fino al 9 luglio” ha detto il presidente di Ance Abruzzo, Giuseppe Girolometti.
“Mi auguro che questa sia solo la prima edizione del salone della ricostruzione, e che per il futuro ci possano essere ancora più espositori e spazi per le imprese. Per la ricostruzione occorre sinergia e condivisione d’intenti: con nuove idee e cognizioni di tecniche e materiali è possibile raggiungere un obiettivo tanto importante” ha aggiunto il presidente di Ance provincia L’Aquila, Gianni Frattale
DI VINCENZO (CARSA): “IDEA NATA DOPO IL TERREMOTO”
“Dopo il terremoto” spiega Roberto Di Vincenzo, presidente di Carsa srl “ è nata l’idea del salone della ricostruzione ed è iniziato immediatamente il coinvolgimento di partner importanti come l’Ance ed altri Enti di livello nazionale. La volontà comune era quella di creare un evento di portata nazionale, visto che ci troviamo all’Aquila e, dopo quello che è successo, non era pensabile poter accontentarsi di una fiera di pese. Lo slogan ‘1000 idee per tornare a casa’ è semplice ed immediato per raggiungere due obiettivi: coinvolgere le imprese e le aziende ma, soprattutto, creare una cultura della ricostruzione tra la popolazione”.
“Si è parlato molto di ‘economia della ricostruzione’: per 10-15 anni giungeranno ingenti risorse sul territorio per consentire la rinascita. Questa è l’occasione per far nascere e sviluppare una filiera della ricostruzione per consentire alle aziende di lavorare a ‘chilometri zero’ sulla ricostruzione”.
Un ultimo aspetto, secondo Di Vincenzo è quello rappresentato dalla creazione di una “epica della ricostruzione, creare un percorso fatto di storie, anche di visioni, legate alla rinascita dei territori martoriati dal sisma del 2009. Il salone si inquadra in questo contesto”.
MAROTTA (FONDAZIONE CARISPAQ): “INIZIATIVA DA FAR CRESCERE”
“Il salone della ricostruzione è sicuramente un’iniziativa che dovrà crescere ancora di più con il passare degli anni” ha spiegato il presidente della Fondazione Carispaq, Roberto Marotta, che ha aggiunto ‘Mi auguro che tra le mille idee per tornare a casa’ ce ne sia anche una che mi consenta di ptoer rimettere piede nella mia di casa, in centro storico. Sono sicuro che sarà così visto l’altissimo livello di professionalità presenti tra gli stand del salone”.
DI NINO (PROVINCIA L’AQUILA): “ENTI PUBBLICI RIFUGGANO LOGICA DEL RIBASSO PER PUNTARE SULLA QUALITA’”
Significativo intervento del vice presidente della Giunta provinciale, Antonella Di Nino, che parlando della ricostruzione pubblica e privata ha spiegato: “Essere qui oggi è già un successo, che verrà confermato sicuramente al termine della tre giorni. Non posso fare a meno di pensare come sia necessaria un’etica della ricostruzione, che deve avvenire secondo alti standard di sicurezza e qualità. Obiettivi che possono essere facilmente raggiungibili dal privato, che grazie al sistema degli indennizzi può individuare ditte e aziende alle quali affidare i lavori. Ma anche noi amministratori, sempre così attenti al cosiddetto ‘ribasso d’asta’ dovremo essere più accorti per garantire un altissimo livello qualitativo e quantitativo della ricostruzione”.
CHIODI (COMMISSARIO E PRESIDENTE REGIONE): “SEGNALE DI RICOSTRUZIONE PERCEBILE”
“Questo salone mi riempie di ottimismo e di speranza. Il salone è simbolicamente il segnale percepibile della ricostruzione. L’Italia e il mondo ci guardano e l’immagine che diamo non è quella che vorrei: non è quella dell’efficienza, dell’assenza di lamentele, dell’assunzione di responsabilità. Noi siamo gli attori della ricostruzione e dobbiamo far sì che questo cambi perché non è bastato riaprire le scuole in pochi mesi per consentire a 17mila alunni di tornare sui banchi, costruire una città provvisoria per dare un tetto a 15mila persone, costruire nuove strade e rotatorie. Non è bastato aver aperto e concluso 17mila cantieri per le case A-B e C e far tornare a casa 17mila persone o ricostruire l’ospedale e dotarlo di servizi che prima del terremoto non c’erano, far sì che l’Unviersità non morisse”.
“Tutto questo non è bastato perché la ricostruzione sia percepibile: perché ci sia la percezione della ricostruzione è necessario che arrivi la zona franca urbana e vedere i cantieri in centro storico”
“Qui al salone della ricostruzione non c’è la politica ad intromettersi, non ci sono opportunisti, ma sono presenti le persone che lavorano, che si danno e si daranno da fare per ricostruire la città, le ditte che proporranno i materiali migliori e tutti quelli che hanno voglia di fare e operare per far risorgere i centri colpiti dal terremoto. Non è solo un evento commerciale o imprenditoriale, ma è un simbolo. Qui c’è l’immagine che l’Aquila e l’Abruzzo dovranno dare per lasciare una traccia in quella famosa fase epica della ricostruzione citata da più parti”.
L’AQUILA – “Siamo stufi di politici e di quanti, a vario titolo, vengono qui a cercare una qualsiasi ribalta o una passerella, per poi tornare nella loro normalità”.
Lo affermano in una nota i consiglieri comunali Angelo Mancini (Italia dei valori) ed Enrico Verini (Futuro e libertà).
“Viene inaugurato oggi – scrivono – il Salone della Ricostruzione, il cui slogan è ‘Mille idee per tornare a casa’. È stato presentato ieri in pompa magna nella sede Ance, alla presenza del sottosegretario Gianni Letta e di tutta la pletora di commissari, vice commissari, coordinatori e consulenti venuti all’Aquila da ogni dove”.
“È stato invitato, per l’occasione – ricordano – anche il coordinatore della Stm Gaetano Fontana, che non si sentiva da mesi, e il vice commissario ai Beni culturali Luciano Marchetti, che invece una cosa l’ha detta, annunciando che il primo monumento restaurato sarà il Palazzetto dei Nobili e dando poi la più bella notizia: verranno subito risistemate 40 chiese”.
“Bene – affermano i consiglieri – il convegno e le mille idee per tornare a casa, ma avremmo preferito che chi è lautamente pagato per stabilire modalità, tempi e risorse per la ricostruzione, a due anni dal sisma, di idea ne avesse avuta anche una sola, ma tradotta in fatti e realizzata”.
Secondo Mancini e Verini, “in questi giorni siederanno attorno a un tavolo tutti coloro che, da due anni, si riempiono la bocca di parole come ricostruzione veloce e sicura, snellezza burocratica, volontà di anticipare i fondi pur di far partire subito i cantieri”.
“Invece – l’accusa – è tutto fermo e i cittadini, per restare in tema di idee, non ne hanno neanche una vaga sui tempi di ricostruzione del centro storico, non sanno chi e dove ricostruirà le loro scuole, quando gli inquilini delle case Ater potranno farvi ritorno, quali progetti ci sono per ricostruire i luoghi di ritrovo e restituire all’Aquila la sua identità”.
“Non sanno – precisano – quando potranno tornare nelle loro case E, chi dovrà approvare i progetti, in quanto tempo questo sarà possibile e se si avrà un reale adeguamento sismico. Sanno bene però che la filiera Reluis, Cineas, Fintecna costa 12 milioni di euro l’anno”.
“Questi signori pensino piuttosto ai giovani, che di idea ne hanno ormai una sola: prendere il diploma e abbandonare la nostra città”, concludono i due consiglieri comunali.



