L’AQUILA – Per continuare a crescere si deve continuare a puntare all’Aquila.

Parte domani il terzo Salone della Ricostruzione (13-16 giugno, presso il complesso dell’ex Italtel nel Nucleo Industriale Pile), per la prima in tandem con l’expo Fare L’Aquila , e le idee su come fare per non smettere di migliorare sono molto chiare.

Fittissimo il programma di convegni e confronti dell’evento cui prendono parte Ance Abruzzo, insieme ad Ance L’Aquila, Ance Chieti, Ance Pescara e Ance Teramo e Carsa, in partnership esclusiva con Saie – BolognaFiere.

In sostanza si punta a fare dell’evento la rassegna fieristica più importante del centro Italia per la filiera delle costruzioni

“Si continua a crescere e a maturare – dice Valerio Di Pasquale, uno degli organizzatori del Salone – ogni anno che passa si migliora, si aprono nuovi scenari e si mettono dentro nuove collaborazioni. Il grande successo delle prime due edizioni non ha spento l’entusiasmo per quella di quest’anno, di molto superiore alle già rosee aspettative”.

“Il segnale al mercato da parte nostra è stato recepito per ciò che è in realtà – continua Di Pasquale – un segnale di coesione, di chiarezza, di umiltà. Il Salone della Ricostruzione, quest’anno insieme a Fare L’Aquila, deve diventare sempre più un punto di riferimento della ricostruzione dell’Aquila a livello nazionale. L’impegno non manca mai, il pubblico non smette di affollare gli spazi del Salone, l’interesse cresce ogni anno”.

Per Di Pasquale, il progetto di Fare L’Aquila “è il ‘segmento’ aquilano della ricostruzione che apre sostanzialmente alle collaborazioni, nonostante sia una realtà giovanissima ha già dato prova di grande maturità, accettando una collaborazione di crescita sostanziale, di meno visibilità ma più aziende. La strada da seguire deve essere questa, puntando a eventi di richiamo nazionale, magari non soltanto di costruzioni. Non siamo assolutamente concorrenti di Carsa, grande player regionale, siamo semplicemente un bel gruppo che fa le cose bene qui, sul territorio”.

“L’Aquila può funzionare da attrattore a livello locale -conclude – alla Fiera di Roma, ad esempio, gigante in fallimento, non funzionerebbe. Il nostro punto di forza è L’Aquila, è qui che si deve diventare sempre più grandi. Abbiamo dimostrato di saper ottimizzare e rendere produttivi settori importantissimi della ricostruzione e anche gli spazi fisici che occupiamo. Continueremo così”.