L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente denuncia in una nota “il grave ritardo” con il quale la Azienda sanitaria locale avrebbe informato i sindaci dell’epidemia di salmonellosi in corso nell’Aquilano, precisando che l’azienda, dietro sua richiesta, “si è impegnata a specificare per quali acque deve essere vietata la captazione e rispetto a quali usi, con particolare riferimento a quelli industriali”.
“I sindaci sono venuti a sapere dell’epidemia solo il 27 maggio”, specifica il primo cittadino a margine della riunione di stamattina, volta a fare il punto della situazione, dopo l’oridnanza che vieta la captazione di tutte le acque superficiali nel territorio comunale per tutti gli usi.
“L’ordinanza era forzatamente generica, dal momento che la nota della Asl con la quale se ne ravvisava la necessità, non era in grado di fornire ulteriori informazioni e specificazioni – prosegue – È chiaro, tuttavia, che, data la stagione, il divieto di captazione delle acque superficiali, e dunque di irrigazione, genera problemi alle colture e disagi al settore ortofrutticolo, per non parlare delle ripercussioni a livello di industrie”.
“Per questa ragione ho chiesto alla Asl, alla luce degli esami nel frattempo effettuati, di chiarire rapidamente, attraverso una nota ricognitiva, quali sono le acque da interdire e per quali usi, con particolare riferimento a quelli industriali – puntualizza il sindaco – Sulla base di questi dati potrò quindi emanare una nuova ordinanza, a integrazione e parziale modifica della precedente. Sono tornato inoltre a chiedere all’Azienda sanitaria la pubblicazione di un vademecum, contente indicazioni precise sui comportamenti da adottare e su quelli da evitare. A breve avremo dunque gli strumenti per circoscrivere meglio sia l’emergenza che le condotte a rischio”.
“I prelievi, d’ora in avanti, li effettuerà l’Arta, di concerto con la società Gran Sasso Acqua che, da parte sua, intensificherà le operazioni di disinfezione delle tubature – conclude – La Regione stabilirà invece nuovi criteri relativamente alla quantità di clorazione concessa in questa fase. Mi preme chiarire, infine, che non vi sono problemi per quanto riguarda l’acqua potabile che, pertanto, può essere utilizzata senza timori”.






