L’AQUILA – L’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari, ha affidato al quindicinale diocesano “Vola”, nato dopo il terremoto per iniziativa di alcuni giovani sfollati e dei sacerdoti aquilani, un suo personale messaggio per unirsi all’appello internazionale per salvare Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana che rischia la lapidazione.
“Nonostante i numerosi appelli “il pericolo che Sakineh sia stroncata con l’atroce condanna della lapidazione rimane immutato” – scrive Molinari.
“Ognuno di noi sente di dover fare qualcosa – prosegue l’arcivescovo – e sperimenta contemporaneamente la propria impotenza. Dietro la storia di Sakineh c’é la storia di migliaia e forse milioni di donne di tutto il mondo, ancora vittime delle più elementari violazioni della dignità umana e delle più innominabili aggressioni”.
“Ognuno ascolti la voce della propria coscienza – si legge ancora nell’intervento di Molinari sul numero in uscita domani – e faccia quello che ritiene più utile per salvare questa nostra sorella, lontana, ma ormai vicinissima”.
“Come credenti in Cristo ci rimane l’arma della preghiera – incalza – agli occhi dei più sembra un’arma destinata al completo insuccesso, ma per chi crede vale la promessa di Gesù: ‘Se avrete fede sposterete le montagne”.





