CAMPLI – Crosta biscottata, friabile, vetrificata oppure tenace e gommosa. Carne soffice ed umida, oppure secca e stopposa, più o meno salata, pepata e speziata, tassativa l’armonia tra parte grassa e magra, come pure, ovvio, l’ottimale cottura.

Tanti i gradienti di giudizio per consacrare una porchetta che meriti un posticino nell’iperuranio platonico dell’eccellenza gastronomica.

Quello che è certo è che vincente si è confermata la rodata ricetta della Sagra della porchetta Italica di Campli, in provincia di Teramo, la più antica d’Abruzzo, giunta alla 54esima edizione, con migliaia di persone, solo nella prima delle quattro giornate, che hanno preso d’assalto, da mezzo Abruzzo e da fiori regione, in primis i punti vendita dei nove maestri porchettai in gara, con ricco contorno di concerti, djset, mostre d’arte e d’artigianato, visite guidate al museo all’area archeologica di Campovalano, alla Scala santa, con escursioni e altre attività nelle ore pomeridiane.

Questo a dispetto di chi addita con disdoro “sagre e sagrette”, nella annuale querelle sulla distribuzione di fondi pubblici a discrezione, nelle leggi omnibus di Natale in consiglio regionale, sostenendo che ben altre sono le priorità, che si dovrebbe puntare ad altro, ad offerte culturali alte, e che sia non siano solo nel novero del mangiare e bere.

Guardandosi intorno, alla sagra, si ha l’impressione, per non dire la certezza, che la maggioranza del popolo invece la sagra la apprezza eccome.

A questo proposito, commenta ad Abruzzoweb il sindaco di Campli, Federico Agostinelli, di Fdi: “Questi eventi popolari sono il cuore vero dell’Abruzzo, e con essi diversifichiamo il turismo, attraendo persone dalla costa alle aree interne, e anche da altre regioni. Il nostro è un evento per tutti, per le famiglie, per i giovani e gli anziani, incentrato su un prodotto tipico vero, antico, non improvvisato. La sagra rende protagoniste le nostre associazioni, crea un indotto fondamentale per tutte le nostre attività commerciali, e gli incassi fatti in questi giorni, con punte di 10mila presenze al giorno, gli consentono di stare aperti tutto l’anno con tranquillità. Inoltre questa sagra fa da da volano al nostro museo, all’area archeologica ai tesori di storia e natura del territorio”.

I numeri del resto gli danno ragione e dove c’è il popolo, leggasi la maggioranza dei potenziali elettori, accorre ben volentieri la politica.

E così nella cena ad inviti organizzata dalla Proloco, c’era buona parte della classe dirigente teramana, la politica quella pesante, che muove i fili da anni, tutta insieme appassionatamente, di destra, centro e sinistra, ad assaggiare le ottime porchette, accompagnate da vari contorni.

C’era il presidente della provincia di Teramo, Camillo D’Angelo, che ha lanciato la sua candidatura a presidente della Regione per il centro-sinistra, seduto al fianco di Paolo Gatti di Fratelli d’Italia, consigliere regionale presidente della quinta commissione Sanità. E ancora i consiglieri regionali del Partito democratico Dino Pepe e di Abruzzo insieme, Giovanni Cavallari. La consigliera regionale di Fdi Marilena Rossi, da Pescara è arrivato il capogruppo e segretario regionale della Lega, Vincenzo D’Incecco, dalle Marche il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, di Fdi, al fianco del sindaco di centrosinistra di Teramo Gianguido D’Alberto, e di altri sindaci del teramano, Antonella Ballone, presidente della Camera commercio Gran Sasso, Giacomo d’Ignazio, presidente Fira, Carlo Matone, presidente del Gal, Marco Di Nicola presidente del Bim. Solo per citarne alcuni.

Ovviamente a fare  gli onori di casa, oltre al sindaco Agostinelli, i due politici di spicco camplesi: Sandro Mariani, consigliere regionale del Partito democratico, e Pietro Quaresimale ex assessore regionale della Lega partito da cui poi è uscito sbattendo la porta ed ora assessore comunale a Campli. Avversari alle ultime elezioni amministrative del loro Comune, e in consiglio regionale nella passata legislatura, ieri sera sorridenti a chiacchierare amabilmente.

Bando comunque a dietrologie e all’insinuare improbabili “patti della porchetta”. Solo una serata insieme, dismesse le armature e le durlindane fatte roteare nel teatro della politica, davanti ad una buona porchetta, tra amici e colleghi.

Infine i veri protagonisti, i maestri porchettai presenti alla 54esima edizione che si contenderanno il premio dopo il severo giudizio di tre diverse giurie (ieri ha dato il suo responso quella dei giornalisti): Luciano Bosica di Teramo, Nicolino Mercurii di Colledara, Lucio Di Stefano di Colledara, vincitore dell’edizione 2024, Andrea Foco di Campli, Roberto Falasca di Teramo, Viro Galliè di Nereto, Fratelli De Federicis di Basciano, Fulvio Pallotta di Campli e Vincenzo Di Matteo di Sant’Egidio alla Vibrata. (f.t.)