L’AQUILA – Neve, strisce rosse e giocatori determinati a schiacciale l’ovale in meta.

È lo scatto di vere e proprie battaglie che restituiva il rugby di “ieri”, fatto di sacrifici e passione.

Oggi vera e propria immagine sbiadita dal professionismo che mette dei “paletti” a gare indimenticabili dal sapore speciale che suggellavano una disciplina che non poneva limiti all’abnegazione.

Con l’era “pro” è tutto fisiologicamente cambiato: la tecnica, l’incolumità dei giocatori e i viaggi sicuri hanno avuto la meglio sul fascino della battaglia dipinta di bianco.

Ha sorpreso soltanto i più nostalgici della palla ovale il rinvio dell’intera decima giornata d’Eccellenza comandato lo scorso weekend dalla Federazione italiana rugby.

Erano altri tempi quelli degli ex “gemelli di meta” dell’Aquila Rugby, Serafino Ghizzoni e Massimo Mascioletti,che interpellati da AbruzzoWeb sono tornati indietro con i ricordi di battaglie indimenticabili.

Per Ghizzoni l’avvento del professionismo, o meglio, “semi” professionismo, si fa sentire. “Rinviare una gara – spiega – dipende da più persone, credo la Fir abbia accolto anche le richieste dei club. Noi giocavamo con un altro spirito, ma soprattutto a tutti i costi. Decidevamo di giocare per evitare di avere ulteriori impegni perché da dilettanti a tutti gli effetti avevamo un altro lavoro”.

Oggi maestro di sci il tre quarti aquilano ha sempre avuto un debole per la coltre bianca, che di certo non comprometteva il suo rendimento in campo. “La battaglia che ricordo – afferma sorridendo – è quella disputata al ‘Fattori’ con il Catania nei primi anni Ottanta. Nevicò fino al giorno precedente e si giocò la domenica mattina perché il pomeriggio c’era la partita dell’Aquila Calcio. Giocammo con il campo bianco e le strisce rosse, vincemmo la partita e segnai sei mete”.

“La neve – aggiunge – era alta 5-6 centimetri e, dato che era morbida perché aveva appena nevicato, abbiamo deciso di batterla”.  Sulla già difficile situazione dei campi in città, aggravati dalla copiosa nevicata, Ghizzoni sostiene che nell’arco degli anni le cose non siano cambiate più di tanto. “L’Aquila – dice – non è mai stata messa bene e di certo la situazione non è migliorata. Noi ci siamo allenati in palestra pochissime volte. Andavamo lì tanto per fare attività, la tecnica era poca e dovevamo soltanto mantenerci in allenamento”.

Rievoca la stessa battaglia l’ex ala aquilana, Mascioletti. “Ricordo – afferma – la partita giocata in casa con il Catania nei primi anni Ottanta. In realtà non so dire quante mete e quanti punti segnai”.