L’AQUILA – Nell’anno zero del rugby aquilano, con la mancata partecipazione della squadra del capoluogo abruzzese a uno dei massimi tornei nazionali, c’è un giovane atleta che, fuori dall’Aquila, si sta facendo onore nella serie A.

È Alessio Ponzi, classe 1996, alle spalle tre stagioni con L’Aquila Rugby Club, ora giocatore del Verona Rugby che è capolista in serie A. Alessio è figlio d’arte.

Suo padre, Ennio Ponzi, oggi 68enne, è stato una bandiera dell’Aquila Rugby in cui ha esordito, a 18 anni e 9 mesi, sotto la guida di Sergio Del Grande il 21 dicembre 1969 nella partita Fiamme Oro Padova-L’Aquila 3-3.

Con L’Aquila ha disputato 193 incontri realizzando 1.121 punti frutto di 27 mete, 178 calci piazzati, 9 drop e 226 trasformazioni.

Ennio Ponzi ha vinto con L’Aquila due scudetti consecutivi nel 1981 e nel 1982, e ha disputato 20 incontri in Nazionale italiana.

“Io ho iniziato tardi a giocare, a 14 anni – racconta Alessio – nella Polisportiva dell’Aquila al Centro Centi Colella, e quasi per caso. A casa con papà non parlavamo mai di rugby. Lui, fino a quando non ho iniziato a giocare, non mi aveva neanche mai raccontato la sua storia. Ho iniziato a praticare il rugby grazie a un mio amico di Pescara, quindi non per tradizione di famiglia, come molti potrebbero pensare. Mio padre oggi, ci mancherebbe, è contento, e mi dice di pensare a divertirmi senza stressarmi. A Verona stiamo facendo bene. La squadra è retrocessa dalla Top 12 la scorsa stagione. Proveremo a risalire. Per ora siamo primi. Vedremo”.

La terza linea della formazione scaligera ha il sogno di giocare, un giorno, con la squadra della sua città.

“Oggi però l’importante è riportare il rugby all’Aquila. Non avere una squadra in A è pesante da sopportare. Il Paganica in B è una bella realtà, ma l’augurio è di tornare a vedere le maglie neroverdi nei tornei maggiori. Per me giocare con L’Aquila sarebbe un sogno”.