L’AQUILA – “Non commento l’inchiesta in corso, da uomo delle istituzioni ho il massimo rispetto per l’operato della Magistratura. Ma resta il fatto che sulla nostra Residenza sanitaria assistita è stato fatto un pasticcio, ed ora la vera priorità è quella di concludere i lavori e riaprirla, nel più breve tempo possibile. Lo dobbiamo fare per gli ospiti ‘parcheggiati’ all’ex Onpi, per i lavoratori, per il territorio che non può fare a meno di questa fondamentale struttura”.
La giustizia faccia il suo corso, ma Montereale e i territori aquilani dell’Alto Aterno non possono più aspettare, questo il messaggio forte e chiaro del sindaco Massimiliano Giorgi, in un’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb, in riferimento all’amaro destino della Residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di Montereale danneggiata nel terremoto del 18 gennaio 2017, il cui intervento di recupero è cominciato nel 2020 in seguito all‘appalto della Asl provinciale dell’Aquila vinto dal raggruppamento temporaneo d’imprese I Platani-Todima srl degli imprenditori aquilani Luigi Palmerini e Marino Serpetti.
Poi però i lavori si sono bloccati dal giugno del 2024 al culmine di un serrato braccio di ferro tra le imprese ed i vertici dell’Azienda sanitaria guidata dal manager, Ferdinando Romano. Ed alla fine, il 23 gennaio scorso, è arrivata come un fulmine a ciel sereno la revoca in danno della commessa, con le imprese hanno presentato un esposto alla Procura che a caduta ha portato all’apertura di indagini coordinate dal sostituito procuratore Roberta D’Avolio, con un blitz della Guardia di finanza negli uffici Asl per sequestrare le carte.
Giorgi non chiarisce, a proposito dell’inchiesta in corso, se ci siano state proroghe da parte dei suoi uffici comunali, dopo la delibera del 2018, illustrata più nel dettaglio qui di seguito, che ha fissato la fine lavori nel marzo del 2021, quindi permane l’ipotesi che i lavori effettuati oltre quella data siano tecnicamente “abusivi”.
“Ripeto, non voglio fare commenti sull’inchiesta – afferma ancora Giorgi -, giusto che vengano accettate determinate responsabilità, laddove ci fossero, ma da rappresentante di questa comunità la mia priorità oggi non è quella di guardare alle eventuali responsabilità, ma restituire questa struttura alla collettività in tempi brevissimi. Anche perché dalle carte dello stato di avanzamento dei lavori, si può constatare che manca poco alla fine, e con ritmi e operai in numero adeguati si potrebbe riconsegnare l’opera anche in un paio di mesi”.
Al centro dell’inchiesta anche una variante, di ben 1,9 milioni di euro, mai approvata, ma necessaria, che la Asl provinciale è stata costretta a prevedere per integrare il progetto che fin dall’inizio della commessa avrebbe mostrato parecchie pecche rispetto alla fotografia iniziale dell’opera messa a bando dall’azienda sanitaria, inizialmente con circa circa 2,3 milioni di euro, e che ora lieviterà fino a 5,2 milioni. Secondo quanto si è appreso, la nuova variante, che non ha mai cominciato l’iter e che quindi sarebbe solo sulla carta, avrebbe impedito la conclusione dei lavori esercitando un ruolo fondamentale nel blocco che si protrae come detto da ben sei mesi.
È notizia degli ultimi giorni che nelle carte dell’inchiesta è finita una delibera del Comune di Montereale, datata 2018, con la quale veniva concesso un permesso a costruire valido per tre anni, dunque entro il marzo 2021, per rendere “abitabile o agibile” l’edificio della Rsa inagibile dal gennaio 2017, ma poi non ci sarebbe traccia di proroghe concesse dai tecnici e nuove delibere, magari in deroga per il Covid. La scadenza è scritta nero su bianco in una copia di un permesso a costruire dell’Ufficio tecnico del Comune di Montereale, a firma del responsabile dell’area tecnica Lavori pubblici e urbanistica, il geometra Carlo Bolino.
Alla luce del provvedimento comunale risulterebbe dunque che le opere nella Rsa sarebbero state compiute in tempi non conformi, ovvero sarebbero, tecnicamente parlando, “lavori abusivi”.
In ogni caso un “pasticcio”, da cui occorre uscirne presto, e una strada ci potrebbe essere, afferma il sindaco: “come ho già spiegato nella V Commissione Sanità e nella Commissione Vigilanza del Consiglio regionale, dove sono stato audito, ed anche nel corso del Consiglio comunale straordinario qui a Montereale, ho suggerito la possibilità di avvalersi di un ‘soccorso istruttorio’, con il coinvolgimento dell’Ufficio speciale ricostruzione 2016, competente per il cratere sismico abruzzese, perché non ci dimentichiamo che la Rsa è stata resa inagibile dal sisma 2016-2017, e la cui ricostruzione è stata considerata dall’allora commissario straordinario opera prioritaria e strategica”.
E prosegue: “allo stato attuale c’è stata una rescissione di un contratto, e quindi ovviamente ci saranno degli adempimenti consequenziali rispetto ad una rescissione, ma non possiamo certo permetterci di attendere ancora altri anni. Per questo ho chiesto alla stazione appaltante, la Asl, di applicare i tempi stingenti per arrivare alla riapertura del cantiere, che sono contenuti nella stessa norma, l’articolo 108 del decreto legislativo 50, che è stato utilizzato per la rescissione”.
Del resto, si accalora Giorgi, “per noi il tempo è prezioso, non possiamo più aspettare, le vittime di questo pasticcio sono persone anziane che ora si trovano all’ex Onpi, dove però gli spazi non sono adeguati, tanto che è stato ridotto anche il numero dei degenti, rispetto ai 60 che erano qui a Montereale. Ma del resto era una soluzione emergenziale, che sarebbe dovuta durare poco tempo”.
Per non parlare dell’impatto sul territorio: “nella Rsa lavoravano 40 persone e in questi anni abbiamo perso un indotto enorme che la struttura garantiva alle attività commerciali, specie in inverno, tanto più prezioso, perché Montereale è un comune dell’area interna montana”.






