FONTECCHIO – “Per assistere e accudire gli 85 ospiti della Rsa, tra cui molti anziani non
autosufficienti, ci sono solo 5 infermieri e 21 operatori socio sanitari, il che significa che c’è un solo infermiere per ogni turno di lavoro in un ambiente che si sviluppa su tre piani e due operatori per piano, dove c’è una media di 28 anziani”.
Proclamato lo stato di agitazione alla residenza sanitaria assistita di Fontecchio, in provincia dell’Aquila nella valle Subequana, gestita dall’associazione “Opera Santa Maria della Pace”, struttura dell’importante gruppo nazionale Neuromed, che fa capo all’europarlamentare molisano della Lega Aldo Patricello: il sindacato Cisal denuncia gravi carenze di personale in riferimento ad infermieri ed operatori socio sanitari e per questo dopo lunghe e infruttuose trattative con l’azienda ha segnalato la situazione alla prefettura avviando le procedure per lo sciopero che, come spiega il segretario regionale Cisal terziario, Maurizio Panepucci, potrebbe svolgersi nel mese di marzo.
Il sindacato ha rappresentato la vertenza anche a Regione e Asl: il 16 gennaio scorso in prefettura all’Aquila si è svolto il tentativo di conciliazione nel cosiddetto tavolo di raffreddamento dal quale non si è riusciti a trovare una intesa.
“Non ci sono proprio le condizioni minime, i numeri spiegano le grandi difficoltà in cui sono costretti a lavorare infermieri e oss – spiega Panepucci -. Se non ci saranno assunzioni a tempo indeterminato non avremo altra scelta che proclamare lo sciopero. La situazione negli ultimi mesi è decisamente peggiorata anche a seguito del mancato rinnovo di una serie di contratti a termine per infermieri e oss. Abbiamo denunciato più volte lo stato di forte disagio all’azienda e anche nel tavolo di raffreddamento in prefettura non ci sono state date risposte. L’unica apertura ricevuta dai referenti dell’azienda, come inserito nel verbale della prefettura, è che il gruppo sta cercando un infermiere ma che non sono reperibili al momento. Quindi, continueremo la nostra battaglia per assicurare migliori condizioni di assistenza e cura agli anziani e in tal senso chiediamo l’intervento e la massima collaborazione dei familiari. Insieme ad una più sostenibile condizione di lavoro per i dipendenti”.
La casa di cura L’immacolata – Rsa di Fontecchio è di proprietà della Immacolata srl che ha controlla anche la casa di cura L’Immacolata di Celano.
Secondo quanto emerso, il gruppo Neuromed conta 23 strutture tra Abruzzo, Molise e Campania: 21 sono cliniche convenzionate con il sistema sanitario, 2 sono la  Rsa, tra cui quella di Fontecchio.
In Abruzzo Neuromed è proprietaria della clinica di Celano e della Rsa di Fontecchio, acquistata dalla Fondazione Policlinico Gemelli, entrambe ereditate in uno stato di grave difficoltà economico-gestionale.
Tornando alla vertenza: Panepucci ha anche comunicato di aver chiesto alla Regione e alla Asl la certificazione in merito alla congruità degli organici di un struttura convenzionata con il sistema sanitario nazionale.
“Vogliamo sapere dalle Istituzioni, secondo i parametri di legge, quanto personale a tempo indeterminato occorre visto che l’azienda, che ha sempre rappresentato la difficoltà a far quadrare i conti, continua a sostenere che l’organico attuale è sufficiente – attacca ancora il sindacalista della CISAL.
Il sindacato, il più rappresentativo nella Rsa, ha anche comunicato lo stato di agitazione ai carabinieri Nas di settore, i quali hanno effettuato una ispezione nelle passate settimane.
A Fontecchio lavorano complessivamente 45 persone compresi i servizi mensa, pulizia e altro che secondo quanto si è appreso sono esternalizzati: il ruolo di direttore sanitario è affidato a Simone Angelosante, ex consigliere regionale della Lega poi passato ad una civica, ed ex sindaco di Ovindoli.
Il Consiglio di amministrazione della “Immacolata srl” è composto da Nicola Cantone, componenti Antonino Mancini, Annamaria Foglietta, Biagio Chirico e Gianluca Pescolla.
La riunione per il tentativo di conciliazione in prefettura è stata coordinato dal vice capo di gabinetto della prefettura – Ufficio territoriale del Governo, Marianna Centofanti: hanno partecipato tra gli altri, oltre a Cantone, Angelosante e Panepucci, l’avvocato Antonio Mancini e rappresentanti della Asl e della Regione. Al confronto hanno preso parte anche i due rappresentati sindacali aziendali Luigi Casimiri e Mirko Ciancone. (b.s.)