ROMA – Sono iniziate in questi giorni, le riprese di ”Romanzo Radicale’’, la docufiction di Mimmo Calopresti che andrà in onda su Raiuno dedicato alla vita del leader dei radicali italiani Marco Pannella, grande politico nato a Teramo nel maggio del 1930 e scomparso nel maggio del 2016. Pannella è stato anche consigliere regionale abruzzese negli anno 70, consigliere comunale e provinciale Teramo ed anche consigliere comunale dell’Aquila.
Il docufilm è una cooproduzione Rai Fiction e Italian International Film, una società del Gruppo Lucisano; prodotta da Fulvio e Paola Lucisano in collaborazione con Paola Ferrari.
La regia è di Mimmo Calopresti e la sceneggiatura di Monica Zapelli, Luca Lancise e con la collaborazione di Mimmo Calopresti.
La docufiction rappresenta sugli schermi la storia politica e umana di Marco Pannella, cercando di riportare, almeno in parte, i momenti più intimi, le azioni, le testimonianze degli amici e di coloro che si sono apposti ed il repertorio di un uomo che ha, senza dubbio, caratterizzato il Novecento.
“Sono felice di assumermi la responsabilità di raccontare un uomo che è stato capace di affermarsi in tutta la sua complessità, un individuo che è riuscito, grazie anche alle sue contraddizioni, a diventare società e affermare per tutti noi la società dei diritti”, afferma il regista Mimmo Calopresti.
Marco Pannella viene interpretato da Andrea Bosca, mentre Maxence Dinant veste i panni di Jean Yves Autexier. Nella fiction sono presenti anche Irene Casagrande nel ruolo di Mirella Parachini, Marco Leonardi (Gianfranco Spadaccia) e infine Francesco Siciliano (Franco Roccella).
Marco Pannella è stato tra i più longevi protagonisti della politica italiana, da sempre legato al Partito radicale che ha fondato nel 1956, fresco di laurea in Giurisprudenza all’Università di Urbino, con Ernesto Rossi, Leo Valiani, Mario Pannunzio ed Eugenio Scalfari.
E’ stato un appassionato sostenitore delle battaglie civili a partire dagli anni Sessanta, che ha portato avanti ispirandosi ai metodi di lotta politica nonviolenta del Mahatma Gandhi e Martin Luther King.
Oltre a gesti di disobbedienza civile e scioperi della fame e della sete, che ha praticato più volte durante le storiche battaglie del Partito radicale, ha usato anche la tv (alla fine degli anni Settanta era fisso su TeleRoma 56, una delle prime televisioni private italiane pensata e ideata da Bruno Zevi e Guglielmo Arcieri) dove andava in onda in diretta per ore imbavagliandosi, urlando, incitando, discutendo con i telespettatori al telefono.
L’emittente romana si impegnò anche a fianco di Enzo Tortora nella sua tragica vicenda giudiziaria. Negli stessi anni nasce anche Radio Radicale, organo ufficiale di informazione del partito, diffusa in tutto il terrotorio nazionale. Il nome di Pannella è anche legato al referendum, strumento politico che ha applicato intensamente promuovendo, nel corso di tre decenni, la raccolta di quasi cinquanta milioni di firme necessarie alla promozione delle varie campagne referendarie.
Nel 1974 conduce l’iniziativa per il no all’abrogazione del divorzio. Un anno dopo, inizia la battaglia per la depenalizzazione delle droghe facendosi arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico.
Nel 1981 la vittoria al referendum per il no all’abrogazione dell’aborto. Negli anni Novanta trasforma i radicali in un partito transazionale, allargando il campo delle sue battaglie alla lotta contro la pena di morte e contro la fame nel mondo.
E’ nel 1976 che entra per la prima volta alla Camera come deputato: sarà rieletto nel ’79, nell’83 e nell’87. In tanti, negli ultimi anni, hanno invocato un seggio come senatore a vita per Marco Pannella. Ma il leader radicale è morto senza aver mai ricevuto questo riconoscimento.





