L’AQUILA – “Siamo pronti ad emanare un’ordinanza in cui si vieta la coltivazione e raccolta di prodotti agricoli nei terreni limitrofi all’Adria, fino ad una distanza di 500 metri”.
Lo afferma telegraficamente Giuseppe Ranalli, sindaco di Sulmona (L’Aquila), a seguito del vertice oggi in all’Aquila in prefettura, convocata per fare il punto sulle conseguenze dell’incendio che tre giorni fa si è sviluppato nellazieonda Adria, nel nucleo industriale peligno, di probabile origine dolosa, che ha mandato in fumo tonnellate di pneumatici esausti.
La decisione è stata presa alla luce dei dati forniti nel corso del vertice dall’Arta, l’Agenzia regionale per la tutela ambientale, a seguito delle analisi effettuate, e che confermerebbero gli alti livelli di sostanze pericolose, se presenti nella catena alimentare, in particolare benzene, che si sono depositate nei terreni investiti dalla nube tossica sprigionata dall’incendio. Non ci sarebbero rischi di contaminazione di diossina.
Le analisi dell’Arta escludono dunque il danno ambientale, ma registrano valori al di sopra della norma nei pressi del capannone dell’Adria, nei terreni che si trovano ad un raggio di 500 metri dalla zona dell’incendio. Per quelli oltre questa distanza si consiglia di lavare frutta e verdura con la massima cura.
Il vice sindaco di Pratola Peligna, Costantino Cianfaglione, sul cui territorio risiede l’azienda, ha ribadito nel corso del vertice la richiesta di garanzie e risorse economiche per la bonifica dell’area, che per gli altissimi costi non può certo essere messa a carico del suo Comune.
Proseguono intanto le due indagini avviate dalla procura della Repubblica di Sulmona, una in cui si ipotizza il reato di incendio doloso, la seconda per disastro ambientale, affidato alla Forestale.
Si teme infatti, che l’enorme nube nera che ha invaso l’intera Valle Peligna e non solo, abbia potuto provocare l’inquinamento della catena alimentare.
LA DOPPIA INCHIESTA DELLA PROCURA
La procura della Repubblica di Sulmona (L’Aquila) ha aperto due inchieste parallele sul rogo di pneumatici esausti che ha interessato nei giorni scorsi lo stabilimento Adria di Sulmona, liberando nell’aria residui di gomma incandescente e polveri sottili.
Alla prima avviata dopo l’incendio della scorsa settimana in cui si ipotizza il reato di incendio doloso se n’è aggiunta un’altra per disastro ambientale.
Si teme infatti, che l’enorme nube nera che ha invaso l’intera Valle Peligna e non solo, abbia potuto provocare l’inquinamento della catena alimentare.
Entrambe le inchieste, per il momento, sono contro ignoti.
Intanto il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, ha convocato per questa mattina un tavolo di crisi sulla vicenda, per coordinare l’intervento di tutte le istituzioni interessate in modo da garantire alla popolazione un’informazione corretta sui comportamenti da adottare.
MAZZOCCA: “SERVONO MISURE CAUTELATIVE”
“Il tempestivo intervento dell’Arta e dei Vigili del Fuoco sul luogo dell’incendio ha consentito di monitorare la qualità dell’aria nella zona interessata e valutare, in modo appropriato, le misure da prendere per affrontare la fase dell’emergenza”.
Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca commentando la situazione che si è venuta a creare con il rogo allo stabilimento Adria di Sulmona.
“Le conseguenze di un incendio di tale portata – ha spiegato l’assessore – con la dispersione di sostanze inquinanti sul terreno, rendono necessario un controllo costante della loro presenza anche nelle acque e nell’aria. A tale proposito, la Regione ha da subito allertato le sue strutture. Seguendo la vicenda sin dai primi attimi successivi all’evento ci si è immediatamente attivati, tramite l’Arta, nell’effettuare controlli di natura straordinaria e ciclica inerenti gli effetti del rogo su entrambi gli elementi”.
“Un’attività di monitoraggio costante e continuo che proseguirà ancora per diversi giorni. Bene ha fatto il Prefetto dell’Aquila a convocare una riunione per coordinare l’intervento di tutte le Istituzioni interessate in modo da garantire alla popolazione un’informazione corretta sui comportamenti da adottare”, ha aggiunto.
“Dai dati finora disponibili – ha concluso Mazzocca – tuttavia, le criticità rilevate possono essere affrontate con misure cautelative per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini”.




