ROCCA DI MEZZO – Anche l’Abruzzo piange l’ex ministro Adolfo Battaglia, che si è spento all’età di 96 anni nei giorni scorsi. Viterbese e storico della politica italiana oltre che intellettuale di primo piano, che ha attraversato da protagonista le stagioni più intense della prima repubblica, padre della legge Antitrust.

Un politico che aveva un forte legame con l’Abruzzo, che trascorreva le vacanze estive a Rocca di Mezzo, dove aveva casa, assieme spesso all’economista Paolo Baffi, scomparso nel 1989, governatore della Banca d’Italia, anche lui frequentatore assiduo del piccolo comune dell’ Altopiano delle Rocche.

Esponente di primo piano del Partito repubblicano, aveva guidato il dicastero dell’Industria dal 1987 al 1991 in tre diversi governi, promuovendo la prima legge antitrust nel nostro Paese e diversi provvedimenti di salvaguardia dell’ambiente.

Uscito senza danni dalle inchieste giudiziarie di Tangentopoli, dopo la fine della prima Repubblica si era collocato con coerenza nello schieramento progressista, mantenendo ferma una coerenza di riformatore fedele ai valori dell’Occidente.

Nato a Viterbo il 10 febbraio 1930, era figlio di Achille Battaglia, insigne giurista attivo nel fronte antifascista, che da avvocato aveva difeso diversi oppositori del regime di fronte al tribunale speciale.

Adolfo, animato sin da giovare da una forte passione civile, si era affermato prima nel campo del giornalismo e poi in quello della politica.

Firma del Mondo e poi editorialista di Panorama, aveva aderito al Pri ed era divenuto uno dei collaboratori più stretti di Ugo La Malfa nel suo impegno di rinnovamento della tradizione repubblicana.

La sua è una storia che affonda le radici nel mondo del diritto, con una famiglia legata all’avvocatura fin dal diciottesimo secolo. Il nonno fu sindaco di Viterbo negli anni ‘10 del ’900. Nato in questo contesto stimolante, Battaglia si è laureato in giurisprudenza nel 1953, ma il richiamo della scrittura e dell’analisi sociale si fa presto sentire, portandolo a iscriversi all’albo dei giornalisti professionisti nel 1958. Da quel momento inizia un percorso editoriale di altissimo profilo.