PESCARA – Dopo 49 giorni il mare ha restituito il corpo del sub pescarese Ugo Coppola, il 54enne che lo scorso 13 agosto si era immerso con un gruppo organizzato nelle acque del Relitto del Paguro, al largo di Porto Corsini a Ravenna. A circa 85 chilometri di distanza in linea d’aria dal Relitto, 42,7 miglia marine, la mareggiata della scorsa notte e i forti venti hanno aiutato il corpo ad avvicinarsi alla riva di Ponte Sasso, a Fano nelle Marche.
Ieri mattina, intorno alle 8 – riporta Il Centro -, il ritrovamento lungo la spiaggia da parte di un dipendente dell’hotel Imperial di Ponte Sasso, un bagnino che stava ritirando gli ombrelloni. Per i soccorritori fin da subito ci sono stati pochi dubbi ed è stato accertato che si trattava del sub pescarese.
Ancora con indosso la muta stagna e tutta l’attrezzatura, tra cui la bombola, che indossava la mattina dell’immersione. Ed è proprio la muta stagna, che ripara il corpo dall’acqua, ad aver conservato in buone condizioni il corpo del 54enne. Aspetto importante per l’autopsia da cui si saprà se Ugo Coppola abbia accusato un malore durante l’attività.
Sotto sequestro anche l’attrezzatura che il sub indossava: sarà ispezionata da un tecnico e gli accertamenti diranno se qualcosa sia andato storto o se ci siano stati eventuali malfunzionamenti. E questo potrebbe aprire ulteriori scenari in un’inchiesta che vede più di due persone iscritte nel registro degli indagati con accuse pesantissime .
Intorno alle 8 il bagnino dell’hotel della spiaggia di Ponte Sasso ha dato l’allarme, dopo aver notato «una sagoma scura» riversa nell’acqua, a pochi metri dalla riva. Immediato l’arrivo dei militari dell’Ufficio marittimo di Marotta della Capitaneria, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco. È bastato poco per capire che si trattava del sub disperso sulle coste del Ravennate lo scorso 13 agosto.




