L’AQUILA – I sindacati Cgil, Cisl e Uil proclamano lo stato di agitazione nelle quattro Province abruzzesi, a causa del “perdurare della mancata attuazione della legge regionale 32/2015, per il riordino delle funzioni amministrative delle Province in attuazione della legge 56/2014, nonostante la definitiva firma degli accordi avvenuta il 5 settembre 2016, a cui doveva seguire il transito delle funzioni e del personale a partire dal 1° ottobre 2016”.

In una nota indirizzata al prefetto dell’Aquila Francesco Alecci, al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, ai presidenti delle Province di L’Aquila, Antonio De Crescentiis, Teramo, Renzo Di Sabatino, Pescara, Antonio Di Marco, e Chieti, Mario Pupillo, i rappresentanti della categoria Funzione pubblica puntano l’indice contro la Regione Abruzzo.

“La Giunta regionale non ha ancora emanato gli atti formali di recepimento dell’intesa raggiunta in sede di Osservatorio regionale e sottoscritta il 5 settembre 2016 tra Regione e singole Province abruzzesi” affermano Rita Candeloro della Cgil, Vincenzo Traniello della Cisl e Giuseppe De Angelis della Uil.

“L’intesa era accompagnata da un dettagliato elenco nominativo di personale – aggiungono – il ritardo accumulato crea danno ai singoli lavoratori, in sospeso tra due enti, e blocca la fase successiva prevista dal dipartimento nazionale Funzione pubblica, impedendo anche la mobilità nei confronti dei Comuni iscritti in piattaforma nazionale”.

I sindacati chiedono al prefetto dell’Aquila “la convocazione delle parti per esperire la procedura di raffreddamento dei conflitti”.