L’AQUILA – “Oggi la parola chiave deve essere ‘ottimizzazione’: non basta produrre energia in modo sostenibile, ad esempio con il fotovoltaico e adeguati sistemi di accumulo, ne va minimizzato il consumo, a beneficio dell’ambiente, delle tasche dei cittadini, della stabilità del prezzo, in una situazione geopolitica segnata da profonde incertezze”.
Si riassume così la nuova scommessa imprenditoriale del costruttore aquilano Paolo Tella, tra i protagonisti della ricostruzione post sisma, a capo di L’Aquila 2009 spa e che ora è pronto a cimentarsi nell’agone del mercato con Optenia, assieme ad altri quattro soci, per la quale manca solo qualche ultimo passaggio burocratico per diventare pienamente operativa.
Optenia sarà una Esco, ovvero una energy service company, che ai clienti sia pubblici che privati, come pure alle comunità energetiche, nuova frontiera che sta prendendo piede anche in Abruzzo, è in grado di offrire un servizio di ottimizzazione con produzione e riduzione del consumo energetico, e poi la gestione e la manutenzione, il monitoraggio e la verifica dei consumi, delle prestazioni e dei risultati conseguiti, il supporto tecnico per l’acquisizione e la gestione dei finanziamenti, incentivi, bandi inerenti interventi di miglioramento dell’efficienza energetica. Anche con finanza propria.
Tiene subito a sottolineare Paolo Tella: “saremo l’unica in Italia, su quattrocento Esco operative, che oltre ai servizi classici di efficientamento dell’energia e gestione e ottimizzazione dei sistema, può anche realizzare materialmente gli impianti di produzione fotovoltaica, dunque gestire il processo dall’inizio alla fine”.
Potendo contare, nel nuovo sodalizio che a breve sarà ufficialmente presentato, “di un grande installatore di impianti, progettisti che hanno lavorato con importantissimi clienti in Italia e in Europa, professionalità specializzate in studi fattibilità e in progettazione energetica di ogni tipo, esperti in materie giuridiche e amministrative, che operano anche nella Commissione Europea”.
Anche di questi temi se ne è parlato il 14 giugno a Palazzo dell’Emiciclo dell’Aquila nel convegno dal titolo “Comunità Energetiche: una nuova risorsa per il territorio”, realizzato con il collettivo Essere Paesi, in collaborazione con L’Aquila 2009 e Hazel New Energy e con il patrocinio dell’Ufficio speciale della ricostruzione dei Comuni del cratere (Usrc).
Il modello di business sarà quello tipico delle esco, così di seguito esemplificate dall’imprenditore, senza tecnicismi e alla portata anche dei poco esperti.
“Poniamo che un Comune spende 100 ogni anno di bolletta energetica: noi interveniamo operando con un complessivo efficientamento dei consumi, intervenendo materialmente sugli edifici pubblici, come può essere un municipio, una scuola, una palestra, passando per l’illuminazione pubblica, rinnovando gli impianti elettrici e di produzione di calore, sostituendo caldaie e gli infissi, coibentando gli edifici, con l’aggiunta del poter realizzare anche impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo di nuova generazione evitando l’utilizzo come materia prima delle terre rare”.
In questo modo dunque “la bolletta del nostro cliente non sarà più 100 ma 50, e allora si può stabilire che l’investimento per realizzare tutti gli interventi di cui sopra saranno a carico nostro, con il Comune che non dovrà anticipare un euro, dovrà solo continuare a pagare per tot anni sempre 100 di bolletta già previsti, con la metà che andrà a compensare il nostro lavoro. E dopo un certo numero di anni, dai 5 ai 10, terminata la collaborazione, il Comune si ritroverà un sistema energetico molto più efficiente e una bolletta dimezzata, con grande vantaggio per le casse dell’erario e della collettività”.
Del resto, spiega Tella, Optenia non è altro che lo sviluppo di una modalità di fare edilizia di L’Aquila 2009 spa, in quanto, “nei nostri cantieri abbiamo sempre dato la massima importanza alla sostenibilità ed all’ottimizzazione dei consumi energetici, oltre all’approvvigionamento da fonti rinnovabili come il fotovoltaico. Abbiamo calcolato che in 15 anni di attività nella ricostruzione post sisma, e poi anche a valere sul super bonus, abbiamo risparmiato annualmente 1.200 tonnellate di CO2 emessa in atmosfera, oggi tutti i nostri clienti messi insieme nelle loro abitazioni consumano 7 megawatt ora in meno all’anno, e risparmiano un milione di euro circa all’anno in bolletta”.
Funzionale all’attività di Optenia, sarà lo “One Stop Shop” ovvero la gestione dello sportello unico dell’energia, già attivo on line, e che a breve avrà anche front office fisici a L’Aquila, Pescara e Roma, come punti di riferimenti di informazione sul tema dell’energia a disposizione di cittadini, Comuni, imprese e progettisti.
“Lo strumento dello One Stop Shop – tiene a sottolineare Tella – è previsto dagli indirizzi della Commissione Europea da qualche anno, ma ad oggi ne esiste soltanto uno in Emilia-Romagna. Noi siamo il primo sportello unico dell’energia in Centro Italia”.
Altro servizio che Optenia intende offrire è quello finanziario, relativo a i certificati bianchi.
Spiega a tal proposito l’imprenditore che “esiste un mercato dei certificati derivanti dal risparmio della CO2 immessa in atmosfera: il soggetto pubblico o privato che ha ottenuto una riduzione delle emissioni, può ricevere certificati bianchi che sono quotati in borsa, dove un altro soggetto pubblico o privato può acquistare quote; i certificati bianchi così ottenuti, essendo più conveniente rispetto a rinnovare impianti di produzione e investimenti per ridurre anche loro le emissioni, servono comunque rispettare l’obbligo del contenimento del loro inquinamento. Tutto ciò rappresenta una opportunità per tanti enti pubblici e privati, che però spesso non viene perseguita, e allora sarà Optenia a farsene carico, come ulteriore servizio reso, grazie alle alte competenze specifiche di cui potrà disporre”.
Tornando infine al convegno del 14 giugno, oltre a Tella, c’erano Sara Di Mario, ceo di Hazel New Energy, Letizia Bindi, docente di Antropologia UniMol, Gianna Giardini, avvocata esperta in sviluppo sostenibile e cambiamento climatico presso la Commissione Europea, Daniela Patrucco, business development manager di Sinloc, Luca Rubini, docente di Ingegneria ambientale Università “La Sapienza”, Silvia Chiassai Martini, sindaco di Montevarchi e Presidente della Fondazione CER Italia, rappresentata dall’avvocata Sara di Cunzio esperta legale della Fondazione.
“E’ stato un incontro molto importante, dove grazie agli esperti abbiamo illustrato tutte le implicazioni legislative derivanti dalla transizione ecologica energetica, c’era anche Sinlcoc, società di consulenza partecipata da dodici fondazioni bancarie che fanno fanno studi di fattibilità sulle comunità energetiche e sono esperti di Progetti Pubblico Privato che possono avere accesso diretto a finanziamenti ministeriali. Significativa è stata poi l’esperienza della Fondazione Cer Italia, partita dal Comune di Montevarchi in cui sono partiti da una comunità energetica Cer poi aggregando altri comuni e oggi sono diventate una comunità energetica nazionale che, oggi, aggrega 43 comuni con 43 Cer; inoltre l’ingegnere Luca Rubini che è un esperto soprattutto di diagnosi energetica che sta lavorando le grandi stazioni nazionali.
Ma soprattutto conclude Tella, “abbiamo sin da subito inteso interagire e coinvolgere realtà come Essere Paesi, promossa dalle associazioni Frequenze e Te.Co – Territorio & Comunità, con il supporto di 1Cona Associazione, che hanno l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una rete tra chi vive e lavora nei paesi, creando connessioni tra persone, idee e pratiche di rigenerazione territoriale. Riteniamo infatti che il nostro progetto può dare un enorme valore aggiunto per quelle che vengono definite aree interne e marginali: l’ottimizzazione energetica può essere uno stimolo al ripopolamento, abbassando il costo dell’abitare, un’occasione di lavoro, di buona occupazione, non dimentichiamo infatti che quello delle energie rinnovabili è un mercato che cresce del 40% all’anno”.






