L’AQUILA – L’Aquila Calcio rompe gli indugi: anche se costa una fortuna, il club proverà a fare domanda di ripescaggio in Prima Divisione.
A confermarlo ad AbruzzoWeb è il presidente del sodalizio di via Ulisse Nurzia, Elio Gizzi.
“Da oggi ci mettiamo in moto con l’obiettivo ripescaggio. Speriamo di riuscirci, perché si potrebbero fare tante cose belle”, spiega.
Via quindi alle trattative per recuperare la somma siderale necessaria per presentare la domanda: 1,4 milioni di euro, divisi tra due fideiussioni bancarie da 600 mila euro più un contributo a fondo perduto di altri 200 mila. Un doppio binario per Gizzi: banche e imprenditori.
Oggi è un giorno-chiave della lunga maratona per approdare al salto di categoria: la Covisoc esprimerà parere definitivo sui ricorsi presentati dalle società escluse e si saprà quanti posti sono disponibili.
Il segretario del club aquilano, Antonio Ranucci, carte e calcolatrice alla mano ha elaborato numerosi possibili scenari, e la sua graduatoria vede al momento L’Aquila duellare per la quinta o la sesta posizione utile con la Pro Vercelli: sfortunatamente, una ex grande del calcio italiano, che ha in bacheca addirittura sette Scudetti vinti negli anni Venti. E a seconda degli scenari, i posti ripescaggio potrebbero essere cinque oppure sette.
GIZZI: ”PARLERO’ CON BANCHE E IMPRENDITORI”
Appare determinatissimo Gizzi, un’altra musica rispetto al presidente che la scorsa settimana si poneva qualche interrogativo.
“Abbiamo due settimane per fare qualcosa, parliamo con qualche banca, con qualche imprenditore”, spiega.
Non solo la locale Carispaq, quindi. “Mi devo muovere a 360° gradi – aggiunge – anche se loro sono i primi che contatterò. Non è escluso neanche che questa operazione si possa fare con più di un istituto”.
Quanto agli imprenditori, fuori dai giochi i colleghi costruttori di Gizzi, gli edili dell’Ance, impegnati nel salvataggio della moribonda L’Aquila Rugby. “Con loro no, parlerò piuttosto con miei amici che si sono detti disposti a darci una mano”.
I nuovi ingressi potrebbero colmare le defezioni di uno o forse entrambi i vice presidenti, Massimiliano Nurzia e Giuseppe Taffo, che nel 2007 hanno cominciato assieme a Gizzi l’avventura ma che oggi vengono dati in uscita per motivi diversi.
Mercoledì c’è l’assemblea dei soci che potrebbe togliere ogni dubbio, comunque il presidente non sembra spaventato dall’idea di andare avanti da solo.
LA GRADUATORIA
Ternana, Monza, Sud Tirol, Avellino, Prato, L’Aquila o Pro Vercelli.
Questa la graduatoria ufficiosa stilata dal segretario rossoblù Ranucci. Rispetto ai piementosi, gli aquilani sono avanti come posizione di classifica nell’ultimo anno, ma indietro come tradizione sportiva.
Da notare che la graduatoria non tiene conto di Paganese e Pro Patria, già ripescate, Cavese e Cosenza, escluse, Milazzo e Neapolis, che non dovrebbero fare la domanda.
Salernitana, Gela e Lucchese sono già fuori con certezza perché non hanno presentato ricorso. Se oggi saltano anche le pericolanti Atletico Roma e Ravenna, i posti per il ripescaggio sarebbero cinque per quadrare il cerchio a 76 squadre, e L’Aquila, alla meglio sesta, resterebbe fuori, beffata per l’ennesima volta dal Prato. A meno che l’Avellino non riesca a perfezionare la domanda di ripescaggio, ma qui si è nel campo delle ipotesi.
Se invece laziali e romagnoli rientrassero in organico, potrebbe rendersi necessario un allargamento dell’organico a 80 formazioni, e a quel punto i posti ripescaggio salirebbero a sette, tre per rimpolpare le perdite e altri quattro per allargare i gironi. Questa l’ipotesi su cui L’Aquila deve puntare forte.
“In queste ore – commenta Ranucci – il mio atteggiamento è assolutamente agnostico. Certo, mi girerebbero se dovessero esserci cinque posti e noi saremmo sesti”.
Ancora poche ore per cominciare a ad avere prospettive più precise.






