L’AQUILA – Diminuzione di personale e distretti della Forestale in Provincia dell’Aquila.

La denuncia giunge dal segretario provinciale del Partito democratico, Michele Fina (nella foto), che parla di “un ulteriore danno al territorio” e annuncia un’interrogazione al ministero delle Politiche agricole attraverso i parlamentari Pd.

“Nell’ambito della riorganizzazione del personale del Corpo Forestale dello Stato – afferma Fina – sono state previste circa cento unità in meno nella Regione Abruzzo, tutte a discapito della Provincia dell’Aquila che potrà contare solo su 81 unità per le zone fuori parco. Questo taglio comporterà la chiusura di ben 17 Comandi stazione degli attuali 35 e tre Distretti: Avezzano, Sulmona e Pescasseroli”.

Fina prosegue affermando che anche “se il problema strettamente sindacale è risolto con l’applicazione della riorganizzazione a regime (cioè la non sostituzione del personale forestale che andrà in pensione), resta tutto intero il danno al territorio che si aggiunge ai tagli negli altri ambiti sociali, sanità e scuola in primis”.

“Non è comprensibile – prosegue Fina – la ragione che suggerisce di ridurre la presenza del Corpo Forestale proprio dove più serve almeno per tre ragioni evidenti. La prima riguarda la sicurezza: Avezzano risulta essere una delle prime città d’Abruzzo per numero di reati, la Marsica e l’Alto Sangro debbono difendersi in particolare da rischi ormai concreti d’infiltrazioni di malavita organizzata di varie origini e con diversi scopi”.

“I reati che stanno aumentando in numero e pericolosità – sostiene – sono proprio quelli di natura ambientale, quindi la nostra provincia ha bisogno di maggiore non minore presenza di Forze dell’Ordine specializzate. La seconda ragione riguarda i gravi tagli effettuati alle aree protette: come è noto, i mezzi della Forestale operante all’interno dei parchi sono forniti dai parchi stessi”.

“Il rischio quindi – conclude Fina – è che i primi tagli siano rivolti proprio alle misure di sicurezza del nostro patrimonio ambientale. L’ultima ragione evidente riguarda il nostro futuro: la montagna abruzzese dovrebbe investire sulle sue caratteristiche identitarie, sulla sua specificità e sulle sue ricchezze che dovrebbe difenderle gelosamente”.