TERAMO – Un comizio improvvisato, un dibattito aperto con i passanti, per animare un sabato come tanti.
Il tema è delicato, quello del riordino delle Province, su cui sono diverse le opinioni e le proposte. Da quello della provincia unica a quello che porterebbe all’accorpamento di Pescara con Chieti e Teramo con L’Aquila.
E proprio nella città d’origine del presidente della Regione, Gianni Chiodi, in Piazza Martiri, in pieno centro storico, il presidente dell’Anpi (associazione nazionale partigiani d’Italia), Antonio Topitti, ‘armato’ di microfono e amplificatore ha arringato cittadini sugli scenari che potrebbero delinearsi da qui a qualche settimana.
Strenua la difesa dell’ente provinciale teramano, sottolineato da uno striscione appeso al muro recante “Giù le mani dalla nostra provincia”, condito da attacchi a 360 gradi dei rappresentanti del panorama politico locale e nazionale.
Compreso l’ex sindaco di Teramo, ora presidente della Giunta regionale, accusato di non essersi mosso abbastanza per difendere il suo territorio di provenienza.
“Forse si ricandiderà alla guida della Regione, ma se non è in grado di difendere il suo territorio, che prospettive potrà dare all’Abruzzo? La Provincia unica deve avere Teramo capoluogo”.
Un comizio tanto animato quanto pittoresco, così come folcloristici erano alcuni dei presenti davanti al banchetto piazzato davanti ai portici.
Un giovane si ferma e non curante di ciò che sta accadendo (tantomeno del ruolo ricoperto da chi parla) alza il braccio per fare un saluto romano di mussoliniana memoria. (g.a.)







