L’AQUILA – L’Abruzzo, assieme alla Campania è l’unica regione che ancora non approva la legge di riordino delle provincie, e questo ritardo le sta condannando al dissesto finanziario, mentre oltre 700 dipendenti non conoscono il loro destino”.

L’allarme viene lanciato ad AbruzzoWeb da Antonio Del Corvo, presidente uscente della Provincia dell’Aquila e ricandidato come consigliere della lista di Forza Italia alle elezioni solo per amministratori del prossimo 31 maggio.

Ma a sentire Del Corvo, le elezioni sono l’ultimo dei problemi: le Province, compresa quella dell’Aquila, rischiano arrivare infatti a maggio in stato agonizzante. E questo dopo che, con la riforma dell’ex sottosegretario ora ministro Graziano Delrio, sono state trasformate in enti di secondo livello, con presidenti e consiglieri eletti dai sindaci e non retribuiti, dopo l’azzeramento delle Giunte, il dimezzamento dei trasferimenti, e la totale incertezza sulle deleghe e le mansioni di cui si dovranno occupare.

E i quattro enti in “rottamazione” hanno, per di più, complessivamente oltre 700 dipendenti in Abruzzo, da trasferire o alla Regione o ai Comuni o in altre istituzioni. Per avviare questo processo è necessario, però, che la Regione approvi la sua legge di riordino, a completamento della riforma Delrio.

L’ennesimo nulla di fatto, o meglio di reiterata melina, informa Del Corvo “è avvenuto nel consueto incontro settimanale di lunedi, in Regione con il vice presidente della Giunta, Giovanni Lolli, per definire il testo definitivo della legge regionale di riordino. L’impressione è che, mentre le quattro Province hanno le idee chiare e una proposta di legge già pronta, la Regione abbia le idee ancora molto confuse”.

E i punti dirimenti della proposta di legge sono la definizione delle deleghe da affidare alla Provincia, oltre alla viabilità, l’edilizia scolastica e l’ambiente, date per assodate. E decidere dove e per far che cosa ricollocare i 700 dipendenti provinciali definiti in esubero. Ovvero se nei Comuni, nelle Regione, o nella stessa Provincia aumentando le sue deleghe, e proporzionali trasferimenti.

“Questo ritardo, questa insoppportabile incertezza – conclude Del Corvo – rischiano di creare seri problemi. Tra pochi mesi le Province rischiano il dissesto economico, a causa dei tagli del governo a cui non è seguita la riorganizzazione affidata alla Regione, e non hanno più risorse per intervenire sulla viabilità gravemente compromessa anche da maltempo e frane. Senza soldi devono continuare a erogare servizi essenziali, ma ancora per poco”. Filippo Tronca