PESCARA – “Un evento del quale alla stragrande maggioranza dei cittadini non interessa nulla e dal quale quasi tutti si tengono distanti. Neppure la stampa se ne occupa più di tanto.
Eppure, siamo in piena campagna elettorale: anche per il rinnovo del Consiglio superiore della magistratura. La “novità” è che anche all’interno della magistratura, chiamata ad eleggere i due terzi dei Consiglieri del Csm, vi sono i Partiti: veri e propri partiti che, con più innocente e conciliante espressione, (loro) chiamano ‘correnti'” .
Un post di fuoco quello di Gennaro Varone, pubblico ministero alla procura della Repubblica di Roma, per 15 anni alla Procura del Tribunale di Pescara, fino al 2018, che prende la parola per difendere in vista delle imminenti elezioni al Consiglio superiore della Magistratura, organo di autogoverno della magistratura, a difesa dell’autonomia della giustizia, perché scrive sul suo profilo facebook accalorandosi, “io credo che un magistrato non possa e non debba avere appartenenze; che non vuol dire non avere idee. Vuol dire non essere in condizione di dover dare, perché occultamente si è chiesto”.
I membri togati del Csm saranno eletti il 18 e 19 settembre. Dopo le elezioni, le nuove Camere, che si riuniranno per la prima volta entro metà ottobre, dovranno dunque affrontare presto, entro la fine dell’anno, il dossier degli otto membri laici da mandare a Palazzo dei Marescialli. In seduta comune, le Camere sceglieranno otto membri prima provando a raggiungere la maggioranza dei tre quinti dei componenti (360, appunto); poi, dal terzo scrutinio, la maggioranza dei tre quinti dei votanti.
Il Csm è stato già scosso dallo “scandalo delle nomine”, scoppiata nel maggio 2019, con la pubblicazione di alcune intercettazioni del telefono del giudice Luca Palamara, ex componente del Csm ed ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm). Palamara era stato intercettato perché sotto indagine per corruzione, ma dalle sue conversazioni erano emerse anche informazioni sui modi in cui sarebbero stati pilotati gli incarichi in diversi uffici giudiziari.
Il caso delle nomine pilotate è emerso come conseguenza di questa indagine, dopo che le intercettazioni e le chat sono finite su giornali e tv. La grande mole di materiale, che solo in parte è rilevante ai fini penali, è stata oggetto di una fuga di notizie e resa pubblica in violazione del segreto d’indagine.
Parallelamente al processo penale nei confronti di Luca Palamara in corso a Perugia, il Csm ha istruito una serie di procedimenti disciplinari a carico dei magistrati coinvolti nella sua rete di relazioni.
Palamara è stato radiato dalla magistratura il 9 ottobre 2020. La motivazione è di aver discusso illecitamente e pianificato la nomina del procuratore di Roma con soggetti “completamente estranei” al Csm.
Prosegue dunque Gennaro Varone: “ci sono correnti ideologicamente orientate, con dichiarazioni di intenti che richiamano quelle che definiremmo, più propriamente, “politiche”; le correnti fondano su legami di appartenenza solidissimi. So che pensiamo, tutti, che questa sfida elettorale CSM, tutt’al più, sia un po’ come la lotta tra Paperone e Rockerduck in Paperopoli: una serie di folkloristici ed innocui scambi di colpi, cui la Comunità assiste divertita, o disinteressata”.
E invece no, si accalora Varone: “il Csm è l’organo che nomina i Dirigenti: i procuratori della Repubblica, i presidenti delle Corti; i quali hanno il reale potere di performare profondamente le relazioni sociali sul proprio territorio. Sia scelto un procuratore, o un presidente inetto; sia scelto per appartenenza e non per le sue doti, e la Comunità ne subirà danni incalcolabili. In termini di cittadini perseguiti ingiustamente, o di condotte che, invece non vengono perseguite, con perdita del sentimento comunitario di giustizia; in termini di mancata sicurezza del territorio; in termini di aumento dei reati, soprattutto quelli ‘occulti’, come il riciclaggio, l’usura, i reati del comparto pubblica amministrazione, che vulnerano la vita democratica di quella Comunità”.
E ancora: “In termini di ‘percezione’ che non si vive in un posto sicuro e giusto. Un terzo dei componenti del rinnovato Csm sarà eletto dal Parlamento in seduta comune. Dal ‘nuovo’ Parlamento. E’ in questa piccola porzione che possiamo influire, indirettamente, con il voto elettorale. Per questo credo che uno dei temi poco toccati, o toccati per nulla, nella campagna elettorale per le elezioni politiche, sia quello della Giustizia. Io credo che un magistrato non possa e non debba avere appartenenze; che non vuol dire non avere idee. Vuol dire non essere in condizione di dover dare, perché occultamente si è chiesto. Vuol dire non avere la tentazione di chiedere sottobanco, perché sottobanco si è dato. Vuol dire non dover soddisfare nessun altro, mai, se non la propria coscienza”.




