PESCARA – “Il gruppo Toto continua a tartassare indisturbato gli abruzzesi. Che debba essere l’opposizione di centrodestra a chiedere di convocare la conferenza dei capigruppo la dice lunga sull’impegno dell’attuale maggioranza contro gli aumenti”.

Così l’ex consigliere regionale Maurizio Acerbo sui rincari ai pedaggi autostradali scattati dal primo gennaio.

“L’onnipresente presidente D’Alfonso che conosce benissimo la materia in quanto è un dirigente Anas avrebbe dovuto per tempo intervenire con fermezza per scongiurare aumenti facendo doverose pressioni sul governo. Purtroppo per noi il rapporto tra la famiglia Toto e D’Alfonso è  talmente stretto che il presidente si è autodefinito ‘damo di compagnia’ in sede processuale”.

“È uno dei tanti elementi emersi nelle inchieste che, al di là degli esiti penali, avrebbe dovuto indurre il Pd e i suoi alleati a non candidare alla guida della Regione D’Alfonso”.

“Un tale enorme conflitto di interesse in qualsiasi paese europeo avrebbe suscitato un’amplissima censura – conclude Acerbo – L’Abruzzo invece è terra di ignavi che si dicono di sinistra ma davanti ai poteri forti sanno solo fare l’inchino.