L’AQUILA – Potrebbe esserci stasera o slittare a domani l’ufficializzazione dei due nuovi assessori regionali che sostituiranno Lanfranco Venturoni e Daniela Stati.

Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, a margine di una conferenza stampa.

Il governatore ha confermato che un nome è già sicuro, quello dell’aquilano Gianfranco Giuliante, mentre l’altro neo assessore sarà sicuramente chietino, ma c’è ancora parità e nessuna preferenza tra Nicola Argirò, dato per favorito la scorsa settimana, e Luigi De Fanis, dato per autore di un “sorpasso” in extremis.

“Sono tornato ieri da Londra – ha ricordato Chiodi – le deleghe saranno ufficializzate non appena avrò completato tutti gli aspetti necessari per poi emettere il decreto. Già da tempo su questo abbiamo lavorato, non è vero che ci si sono voluti sei mesi, perché la questione di Fli si è risolta solo negli ultimi 15 giorni”.

Chiodi ha ribadito che i nuovi assessori saranno “un aquilano e un chietino. Per quanto riguarda i chietini – ha ammesso – sono tutti e due all’altezza del compito che dovrebbero svolgere, per cui solo questo può essere un piccolo ritardo, in funzione del fatto che non c’è una preferenza spiccata per l’uno o per l’altro. Li sentirò entrambi e poi definiremo”.

Quanto ai tempi, per il presidente “la questione è oramai agli sgoccioli. L’ufficialità potrebbe essere questa sera o domani durante il Consiglio regionale. Devo solo trovare il tempo – ha concluso – per fare un piccolo punto della situazione, e non è sempre facile con questi ritmi che devo sostenere”.

Chiodi si è espresso anche sulla probabile nomina a capogruppo del Pdl in sostituzione di Giuliante di Lanfranco Venturoni, che si è dimesso per il coinvolgimento nell’inchiesta “rifiutopoli”.

“L’ipotesi Venturoni-capogruppo – ha detto – l’ho letta sui giornali, è comunque una cosa che riguarda il gruppo. Su di lui pochi pensano che le tesi della procura siano fondate. Bisogna avere rispetto per la procura, ma anche per Venturoni, fino a un’eventuale sentenza definitiva”.

“Quanto all’opportunità politica di questa mossa – ha concluso Chiodi – non la deve giudicare nessuno se non il gruppo. Io faccio parte del gruppo, e dirò la mia”.