ROMA- “A proposito del nesso causale tra la convocazione, diamolo per scontato, non corretta dell’Organismo (il centro di coordinamento soccorsi ndr) e l’evento tragico, non c’è nessun elemento che faccia propendere per questa ipotesi perché l’indisponibilità della turbina non è stata mai comunicata dalla Provincia alla Prefettura di Pescara”.
Lo ha dichiarato, al termine del suo intervento nell’aula magna della Corte di Cassazione a Roma, Giandomenico Caiazza, avvocato dell’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo per il quale il sostituto procuratore generale in Cassazione Giuseppe Riccardi ha chiesto ieri un nuovo processo in Appello per omicidio colposo, in relazione al crollo dell’Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara) il 18 gennaio 2017, costato la vita a 29 persone.






