L’AQUILA – “Già nell’Ottobre 2006 Rifondazione Comunista aveva espresso il proprio dissenso (da qui il voto contrario in Giunta da parte dell’Assessore PRC Mura) circa la nascita di “Abruzzo engineering”.

Ad affermarlo è il segretario regionale di Prc, Marco Fars.

“Non ci avevano convinto anzitutto la modalità di scelta dei soci, avvenuta senza evidenza pubblica (come poi ha evidenziato anche l’Antitrust), non eravamo convinti che l’Ente pubblico potesse esercitare il cosiddetto “controllo analogo” sulla società, non essendo questa totalmente pubblica (visto il 30% di quote di Finmeccanica) ed agendo su territori amministrativamente non rispondenti solo alla Regione; era poi discutibile la proliferazione di società regionali o a partecipazione della Regione spesse volte sovrapposte alle realtà già esistenti”.

“Per questo non votammo neanche le successive delibere relative all’assegnazione dei fondi per la banda larga (si possono confrontare nel merito le Delibere n. 1152/2006 e n. 714/2007)”.

“L’ennesima inchiesta che mette in luce l’ambiguo passaggio da Collabora Engineering ad Abruzzo Engineering proprio nel 2006, così come l’inchiesta che ha coinvolto la Giunta attuale e l’ex-assessore Stati, non fanno altro che consolidare tutti i nostri dubbi”.

“Inoltre sarebbe opportuno indagare le modalità di assunzione e composizione dell’organico di Abruzzo engineering così come si è configurata dopo la sua nascita”.

“Considerata la grave crisi va posto l’obiettivo di tutelare i posti di lavoro ma in ogni caso i lavoratori non possono essere usati come ‘scudi umani’ per giustificare operazioni dubbie e, a quanto si evincerebbe dalle inchieste, persino illecite”.