TERAMO – Sono stati necessari circa sette anni, ma oggi il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Roma Fabio Mostarda, ha pronunziato, all’esito dell’udienza preliminare, sentenza di non luogo a procedere nei confronti del deputato teramano del Nuovo centro destra Paolo Tancredi, per non avere commesso il fatto che gli veniva addebitato: un presunto episodio di corruzione per un asserito tentativo di favorire l’imprenditore Di Zio nell’ambito della supposta costruzione di un termovalorizzatore.
Lo rende noto l’avvocato Renato Borzone, difensore del parlamentare, che in una nota esprime soddisfazione e apprezzamento per l’esito del processo e la serenità con cui è stato celebrato.
“La responsabilità del Tancredi era palesemente insussistente – si legge nella nota – frutto di un acrobatico teorema accusatorio che ha fatto la fine che meritava addirittura in sede di udienza preliminare”.
“Resta da rammaricarsi del fatto che per sette lunghi anni chi era interessato a speculare sulla vicenda giudiziaria abbia cercato di screditare il politico teramano”.
“Ci si augura che stampa e pubblica opinione prendano atto della lealtà e correttezza dell’onorevole Tancredi, il quale, nonostante fosse stato incardinato un processo in violazione delle norme sulla competenza territoriale, si è sempre difeso limpidamente in sede giudiziaria, facendosi più volte interrogare dai magistrati, fino a vedere affermata un’innocenza che solo chi non ha voluto vedere ha potuto non rilevare”.
“Sono contento per l’amico Paolo Tancredi, chiedo solo se – a proposito di ragionevole durata delle indagini – sette anni, per non arrivare neanche all’inizio del processo di primo grado, non siano un po’ troppi”. Così il presidente dei deputati di Area popolare Maurizio Lupi.




