SULMONA – La politica della Valle Peligna si spacca sulla riforma della gestione dei rifiuti: il sindaco di Sulmona Luca Tirabassi, di Fdi, si schiera contro il progetto della Regione che prevede un unico ambito provinciale per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento, a difesa dell’autonomia del Cogesa, e appoggia l’emendamento che ha come promotori Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Mario Quaglieri, assessore regionale al Bilancio e Marianna Scoccia, di Noi Moderati che intende introdurre sub ambiti provinciali, tra cui quello di Sulmona, Marsica e L’Aquila.
Ma c’è chi la pensa diversamente, come il sindaco civico di centrosinistra di Raiano Daniele Di Bartolo per il quale quello della parcellizzazione in sub ambiti rappresenta solo “l’ennesimo, pervicace tentativo di conservare strumenti e carrozzoni gestionali che negli anni hanno dimostrato tutta la loro fallimentarietà”
Questa la posizione di Tirabassi: “Il tema relativo alla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è molto complesso e delicato, sotto diversi aspetti. In merito alle valutazioni ed interlocuzioni in corso in sede regionale, non si può prescindere da un fatto oggettivo e non controvertibile. Nella nostra provincia, il comprensorio peligno, quello aquilano e quello marsicano presentano un quadro, gestorio e strutturale, oltremodo disomogeneo, sia con riferimento alla natura e struttura delle società che attualmente svolgono tale servizio, sia per il tipo di raccolta e, soprattutto, per la circostanza che l’ unica discarica, come noto, insiste sul nostro territorio”
” In ragione di ciò – spiega il sindaco sulmonese- ribadisco la mia netta contrarietà, già espressa in occasione dell’ ultima riunione del Controllo Analogo, ad ogni ipotesi di fusione per incorporazione di Cogesa ad opera della società aquilana Asm, o di altre, ed aggiungo che la stessa prospettiva di un ambito unico provinciale non sarebbe idonea a valorizzare e tutelare adeguatamente le specificità e realtà territoriali. In tal senso, come già anticipato al Direttore di Agir nel corso di un incontro svoltosi alcuni giorni fa, giudico senz’ altro positivamente l’ iniziativa legislativa, promossa da alcuni Consiglieri regionali di maggioranza, volta a rimeditare la originaria ipotesi dell’ambito unico, in favore di una soluzione che preveda, invece, la creazione di tre sub ambiti e, dunque, quella di un ambito autonomo peligno, più idoneo a tutelare le esigenze e le ragioni del nostro territorio, garantendo, al contempo, un servizio più efficiente”.
Spiega all’opposto Di Bartolo: “Come Sindaco di Raiano e rappresentante di questa comunità, sento il dovere di prendere nettamente le distanze dall’emendamento presentato da alcuni consiglieri regionali di maggioranza, volto a frammentare la gestione dei rifiuti in ben 3 sub- ambiti provinciali anziché procedere verso l’ambito unico provinciale. . Questo sistema non ha prodotto alcun beneficio per i territori, se non quello di accumulare debiti pubblici “monster” alle spalle dei Comuni soci e, di conseguenza, delle tasche dei nostri cittadini. L’unico reale dividendo di questo assetto frammentato è stato la creazione di bacini di consenso elettorale per chi considera le società di servizio come feudi personali”.
Prosegue Di Bartolo: “risulta incomprensibile la logica di una certa politica di centrodestra: per le regole elettorali l’ambito unico va benissimo-con il risultato di penalizzare puntualmente la rappresentatività delle aree interne-, mentre quando si tratta di organizzare i servizi essenziali per la collettività, l’ambito unico diventa un tabù da scongiurare. Assistiamo così a moltiplicazioni irragionevoli, che hanno portato da 6 ad 8 soggetti gestori del Servizio Idrico Integrato e che ora puntano a parcellizzare ulteriormente la gestione dei rifiuti. L’Abruzzo e il nostro territorio non possono più permettersi questo immobilismo clientelare”.
“È ora di cambiare passo in modo radicale: · Sì al gestore unico per le reti idriche; · Sì alla gestione (almeno) provinciale per i rifiuti, per garantire efficienza, economie di scala e tariffe eque. I servizi pubblici devono tornare a essere un bene comune al servizio dei cittadini e non un bancomat politico”.





